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January 31 Viaggio senza VentoLo so, lo scoppio ritardato è veramente il mio forte.
Ieri sera cercavo una storia da raccontare. Chi, come me, non ha molta inventiva, può solo basarsi su ciò che conosce. La vita è strada e maestra. Sui miei passi soli posso intrecciare storie e fantasie.
Questi anni sono quelli del risveglio. Sono quelli in cui si lascia tutto per cercare se stessi e le proprie emozioni, si inizia un viaggio senza sapere dove finirà, sempre che un viaggio del genere possa mai realmente terminare.
Mi è venuta un'illuminazione. Dopo anni che ascolto quell'album, ho capito che Viaggio senza vento parla proprio di questo. Del risveglio di un uomo. Quante rivelazioni in questi ultimi giorni. Quante cose lampanti che diventano chiare tutte in un momento. Mi sento un po' cretina, a dire la verità. Alla fine bastava aprire il libretto e leggere..
"Dopo una notte avida di emozioni Joe chiude gli occhi alla partita domenicale del quartiere, vinto dal sonno e dai dubbi. Viene svegliato dai calci dell'accalappiacani che lo costringe nell'incubo di un canile - prigione - lobotomia per uniformarlo. Joe, trovata una pistola dai tre colpi d'oro, uccide il suo guardiano. Comincia così la fuga, consapevole di ciò che si lascia alle spalle. Da lontano il veggente segue il suo cammino e prevede il loro incontro, grazie al quale Joe vivrà le sue visioni e i sogni che lo aiuteranno a diventare guerriero, per conquistare la libertà totale. La nuova forza gli permette di ripartire verso la Città del Sole dove conosce anche l'amore. Ora un desiderio più forte lo conduce sulla via del ritorno, alla realtà, armato del suo sorriso e della sua esperienza. Per gente degna di lui."
Forse tutti i risvegli sono traumatici. Forse il viaggio ha delle tappe obbligate che tutti dobbiamo percorrere. La consapevolezza, la rottura e la distruzione, l'inizio del cammino, prima semplice e poi difficilissimo, i compagni di viaggio, le circostanze favorevoli, i segni sulla via (non sempre chiari e leggibili), quelli su se stessi, il maestro, la purificazione, il nuovo nome, l'amore, le prove, il respiro del mondo, e, finalmente, il ritorno, con la consapevolezza di essere diversi. Sto pensando a tutte queste cose che mi bombardano come una sequenza di immagini. Quante parole, quanti modi diversi sono stati trovati per parlare dello stesso concetto, della stessa esperienza che tanti hanno vissuto e stanno vivendo. Ce la potrei fare anche io? Potrei mettere nero su bianco la mia leggenda personale, potrei darne un'interpretazione che parte solo da me?
Ho davanti una piccola sfida, e la guardo con spavento e col cuoricino che batte. E' arrivata inaspettata, ma, ora che me la trovo davanti, non ne ho paura.
So che ci saranno momenti di sconforto, quando avrò voglia di far cadere la penna e smettere, e in quei momenti spero di ricordare l'entusiasmo che c'è ora e di forzare la mia mano ad andare avanti. Sono sicura che avrò angeli e fate accanto a me a darmi la forza che potrei non trovare nel cuore..
Mi sento felice come non mai, mi sento che tutto questo ha un motivo nel cammino della mia vita, e sento che le porte che ho imboccato potrebbero essere quelle giuste, quelle che si adattano a me come un paio di jeans della mia taglia. Unmomento che potrebbe veramente segnare la mia crescita in maniera positiva, un'impresa che potrebbe lasciare un segno, se non altro nella mia anima.
Forse sono vane speranze, ma mi sembra l'unico modo per affrontare le sfide. Ciò che c'è di bello, è sapere di non essere soli. C'è qualcuno accanto, passo dopo passo, che riempie questa vita di note meravigliose, che rende le albe rosa e illumina le notti. Si, è tornato il cuore. Non so dove, lo ho trovato un giorno sul comodino, come un fiore in mezzo alla neve, tiepido segno di una primavera che, lo so, sboccerà con una forza che mai ha avuto prima.
Vorrei che fossero le sue parole a chiudere questo intervento, che, mi rendo conto, è molto simile al delirio di un pazzo.. Mi sono lasciata andare, ho tolto i freni e ho iniziato a danzare al ritmo di una musica che non ha pari. Questo è il risultato.
Vorrei ispirare solo buoni sentimenti...
Al mio angelo, tendo la mano.
La Fata.
January 30 AggiornamentoHo tanto, tanto, tanto da fare.
La mia testa è altrove, nelle mille cose da studiare, nelle note da mandare a memoria, nelle parole nuove da sillabare, nelle emozioni che sto vivendo in questi giorni.
E' in un concerto sorridente e ben riuscito, in una sala prove in culo al mondo ma piena di senso di casa, in chiacchierate, in musica da scoprire..
E' un momento pienissimo di note. La mia anima si sta imbevendo di vibrazioni positive e sta maturando nuove idee in una forma che non conosceva prima. E' questo il motivo della mia "assenza" negli ultimi giorni.
La fata è viva, piena di energie e di voglia, piena di sole e di forza. Di amore inaspettato. Di emozioni mozzafiato.
Ci sono, sorrido.
A presto,
Morgana January 23 Fatina MorghyIn questi giorni di assoluto fancazzismo lavorativo - e per essere fancazzista io ci vuole veramente che ci sia il vuoto cosmico davanti a me - girello per le maglie della rete in cerca di ispirazione e segnali. Studio la storia di gruppi che finora non ho mai avuto il tempo di. Mi informo su correnti esoteriche di varia natura, trovando un motivo in più per accendere i miei adorati moccoletti da davanzale nelle notti di luna piena.
Sembra uno scenario surreale.. qui dentro è tutto così.. fermo. Immobile. Come quegli attimi prima dell'esplosione del temporale, quando il mare si appiattisce e sembra olio fuso, gli uccellini fanno silenzio e il cielo monta rabbiose nuvole nere. Paradossalmente, tutto quello che è fuori sembra muoversi. Come un anello che ruota vorticosamente attorno ad una sfera fissa. Il piccolo universo della fata.
Non che a lavoro ci stia male, anzi. Penso di essere una delle poche persone al mondo a poter dire di essere felice delle otto ore che butta via in ufficio. Di trovarsi bene con le colleghe, di amare la propria occupazione - quando c'è. E questa è una fortuna a dir poco enorme. Eppure la vita inizia a vorticare quando, alle 17.30, timbro il cartellino.
Mi sono creata microcosmi fatti di condivisione. Gioco con incastri precisi e cadenzati, sfrutto le - poche - ore libere per studiare, scrivere, leggere o sonnecchiare beatamente tra una partenza e un'altra. Ogni piccola attività ha una sua importanza, sia nell'opera di costante miglioramento di sé che richiede, sia per le inevitabili connessioni che vi nascono attorno. Forse è il non essere brava a darmi la voglia di investire le energie in quello che faccio. Forse sono le emozioni che le note - plin plin plin - mi fanno nascere (ma veramente questa sono io?!) o forse semplicemente la genuinità delle situazioni in cui mi trovo. Mai come ora mi sono sbirciata danzare musiche così diverse, sfilando un vestito e infilandone un altro più adatto - ma sempre mantenendo uno stile che profuma di me -, calzando la scarpetta ad hoc, pompando nello stereo i pezzi che il mio animo reclama a gran voce. Mi sento viva quando faccio qualcosa, così come quando, stanca stanca, mi dedico un po' di silenzio e riposo. Ogni settimana è uno spartito diverso, una composizione imbellita da pause, intrecci canonici, armonie (vorrei tanto che tu fossi qui, a suggerirmi meravigliose figure da paragonare a questa vita). Un gigantesco puzzle che si completa ogni domenica pomeriggio.
Ieri sera pensavo ai treni. Te ne stai lì, sulla banchina, e il treno passa, si ferma davanti a te. Le porte si aprono. E in quei pochi istanti puoi decidere se questo è quello giusto. Mica tutti lo sono.
Ho deciso volontariamente e fieramente di lasciarne passare uno. Il vagone era troppo pulito e scintillante per potermi fidare. Ne è passato un altro ieri sera.. eravamo in tanti a volerlo prendere, ho giocato il tutto e per tutto perché l'unico posto libero fosse il mio. Perché sentivo che era una cosa giusta, che poteva essere una cosa mia. Una delle tante strade possibili per me.
Mi festeggio. Perché ho avuto un pizzico di coraggio, perché ho fronteggiato tranquillamente una situazione che poco tempo fa mi avrebbe portato panico, perché non è andata poi così male. Comunque vada - comes what may - tutta questa storia è già un successo.
Grazie di cuore alle persone che mi hanno sostenuto, in particolare Alessandro, Tunia e gli zii Ilaria e Massi.
Vi voglio bene.
Morgana January 21 Fatina buffaTorno piena di spruzzetti di sole. Buffa come non lo sono mai stata. Mi rendo conto di aver iniziato dalla fine, queste parole dovevano essere l'acme di tutto il discorso.. ma lascerò loro la possibilità di riversarsi su questo post come l'acqua di un fiume nel suo lettino.
La vita è meravigliosa. Non voglio parlare di amore, quello è una cosa segreta segreta nascosta nascosta che fa capolino e cresce forte forte come un bucaneve in questi giorni umidi di gennaio. Non voglio nemmeno parlare di momenti intimi e caldi e di piccole magie che si sono create con un po' di coraggio e confidenza. Sono cose solo (o quasi) mie.
Voglio parlare di un pomeriggio seduta sul letto a leggere un libro mentre qualcuno dorme a pochi centimetri da me. Voglio cullare alcuni accordi difficili raccolti in pochi minuti e suonati solo, solo, solo per me, la voce che non esce, ma non importa, l'importante è il tempo e sapere che si può fare. Voglio raccogliere la musica che parla di senzazioni, che nasce dal cuore e dal momento che si vive, e tenerla stretta stretta nel cassetto, da riascoltare da oggi a quando le cose saranno magari più difficili..
Voglio sentire il sapore di fumo tra le narici per sapere che un uomo che amo tanto è vicino, con il suo volto stanco e riflessivo, con la voglia di vivere che va oltre l'età, con i capelli brizzolati e l'ombra dei baffi disegnata sulle labbra sottili. Voglio gridare a tutti che sono fiera di mio padre e di mia madre, due persone meravigliose che porto tra gli amici senza problemi, che trascino ai concerti come farei con ragazzi della mia età. Con cui passeggio felice per le vie della città, con cui metto a soqquadro la casa scherzando e battibeccando tra le risate. Se penso che tutto quello che è passato è servito a questo, risponderei si a chi mi chiede se lo rifarei. Si. Rifarei tutto.
Voglio tenere sotto la lingua le bollicine di Champagne e la torta al cioccolato, voglio chiudere gli occhi e tenere fissi a mente i quadri e l'arte di mani amiche che aspettano solo di trovare una sistemazione, occhi gentili che ti fanno capire di essere felici che tu sia lì, i pensierini scritti su un vetro, i baci rubati nel buio di un cinema (coccodé), il bacio del mattino, la doccia e il vestito di lana con gli anfibi nuovi...
Sono buffamente innamorata di questa vita.. Grazie.
Morgana January 18 AfterglowE un giorno troverai
tra le cose di sempre un'attesa novità
allora capirai
cosa è stato a cambiarti la vita
e perché quella volta è finita così
(F. Renga)
Sempre nell'ottica che tutto ha un senso.
Capitano cose che hanno radici lontane.. un'azione fatta senza pensare porta un effetto inaspettato, che si trasforma in un'idea e poi in un desiderio piacevole.. un.. perché no, proviamo!! Ti ritrovi in gioco sperando di poter vincere qualcosa..
Mi fermo su una diapositiva. L'una di notte, Tisana Vox ayurveda, divano azzurro, l'inseparabile lettore MP3 alle orecchie, i testi di una canzone in mano, la storica matita portamine in azione per segnare metriche e tempi e cambi di tono di canzoni che non avevo mai studiato a fondo..
Mi accorgo che quello che sto leggendo è un autentico capolavoro di poesia - che idiota.. lo conosco da quasi vent'anni e non mi ero mai accorta che fosse così bello, e che parlasse di qualcosa che conosco così bene. Lo Zahir. Ferro e Cartone. Mille gocce così lontane tra loro, ma così vicine a me e a quello che sto attraversando - o che, inizio a pensare, ho attraversato. Capaci dettarmi emozioni e sentimenti che a volte bruciano come sale su una ferita, a volte sanano come un balsamo miracoloso. Arrivate tutte a me nel momento giusto, a segnare la via come una conchiglia sul Cammino di Santiago.
Lascio risuonare nell'etere questa meravigliosa canzone. Forse il gioco mi lascerà delusa, ma aver goduto di queste assonanze, di queste immagini così fragili, eterne, e gentili è già, di per sé, una piccola vittoria.
Afterglow
Like the dust that settles all around me, (Genesis - Wind and Wuthering - 1977)
Morgana January 16 UlisseUlisse. Odysseus. Quante volte lo ho sentito nominare, quante cose ho letto di lui. Negli anni delle superiori (che ormai sembrano appartenere ad una vita troppo lontana per essere proprio la mia!) credo di aver tradotto interi brani dell'Odissea dal greco - ognuno porta le sue croci, io ho quella del liceo classico.
L'altra sera - prima di mettermi a leggere l'ultimo capitolo dello Zahir che, guarda caso e a mia insaputa, si intitola proprio Itaca, mi è uscita una frase dalle dita che mi ha finalmente fatto capire che cosa questo mito significhi realmente. O, meglio, quale significato posso dare alla storia di quest'uomo.
Terminata la guerra di Troia, Odysseus si imbarca con i suoi uomini per tornare a casa. Per dieci anni deve lottare per i mari. Deve sconfiggere mostri, giganti, resistere alla tentazione delle sirene, superare tempeste, difficoltà, Dei che si accaniscono contro di lui. Il suo è un cammino in mezzo al deserto, un arrancare attraverso una vita che non dà tregua, per ottenere il premio finale.
Come noi, come tutti noi.
Il viaggio inizia quando scopriamo di essere infelici, quando iniziamo a sentire che c'è qualcosa che non va. Ognuno ha i propri mostri da affrontare, i propri compagni da perdere per strada. Le curiosità a cui far fronte, i limiti da superare, le spiagge sulle quali approdare con la consapevolezza che la loro dolcezza è solo un passaggio dalla tempesta precedente a quella che seguirà. Gli errori da cui trarre spunto. E qualcuno che ci guarda e ci protegge quando ci sembra di essere soli.
Le tappe sono quelle che percorriamo ogni volta che accade qualcosa che porta a metterci in discussione, ogni volta che c'è una decisione importante da prendere, un dolore da superare, una domanda senza risposta. Ogni avventura ci trasforma in persone diverse, sempre più grandi e, per quanto possibile, forti e sagge. Ogni nemico che affrontiamo ci porta ad affondare le mani nell'anima e a svuotarla di tutto, per arrivare ad avere chiara la strategia da prendere, per essere più forti quando questa situazione si ripeterà.
Concludo questo intervento con le parole di quello che reputo uno dei più grandi poeti contemporanei:
e ad ogni viaggio reinventarsi un mito
(F. Guccini, Odysseus)
Buon viaggio a tutti,
Morgana
PS:
Sono pronta a scommettere che queste cose si trovano scritte in tutti i libri di scuola e di critica letteraria, e, probabilmente, quella che mi è sembrata una grande intuizione non è in realtà nulla più che una scoperta dell'acqua calda. Se solo a scuola le cose ce le facessero sudare, capire, amare come veramente dovrebbero essere amate. Se solo l'imposizione dello studio non ci allontanasse dal capire quanto le cose che stiamo affrontando possono essere meravigliose, profonde, e utili per la nostra stessa vita.. forse non ci vorrebbero dieci anni per arrivare a queste deduzioni così ovvie. Ma questa è una critica che lascia il tempo che trova.
M. January 15 Petits SouvenirsLa collina infreddolita e umida sembra rabbrividire ai miei piedi. Il cane - una palla di peli fulvi di nome Rufus - mi annusa timidamente le mani in cerca di carezze. L'ambiente in cui entro è una stanza molto grande. Buia, arredata con mobili di fortuna - vecchi divani, una stufa a legna, una vecchia cucina. Bottiglie di Birra Moretti vuote in ogni dove. La porta in fondo è scura. La Stanza. Il posto è molto diverso da quello che ho mille volte sognato ascoltando la musica che vi è nata. Spazioso, ampio, inondato di luce. Ogni cosa al suo posto, visi alle pareti, echi di passati lontani, buffe espressioni. Piccole frasi, ricordi di concerti. La musica è forte ma non assordante come nella maggior parte delle sale prove. Il suono di una chitarra riporta alla mente un'immagine assolata dell'America di Kill Bill. La voce si spinge con tranquillità su note proibitive, esplodendo in una gioia che è negata al corpo a cui appartiene. Che meraviglia l'animo umano. Tra un pezzo e l'altro, la testa si abbandona dolcemente sul mio seno. Accarezzo quei lunghi capelli biondi e ringrazio con un bacio gentile di avermi aperto le porte a tutto questo.
Il profumo di quella casa mi ricorda quello del mio vecchio salotto - prima che l'uragano di mia madre passasse a radere al suolo carta da parati e vecchi mobili in favore di soluzioni più moderne. E' il profumo di suppellettili accumulate e cioccolata, di tabacco, profumatori per cassetti, vite che sono passate per anni tra quelle mura. Mi trovo davanti tratti che riconosco alla perfezione, in un'atmosfera imbarazzata e sorridente. Sono abituata a queste situazioni, cerco sempre di essere brillante ma non esagerata. Il pranzo scorre meravigliosamente. L'uomo di fronte a me è intelligente e spigliato - la parte forte della persona che mi siede accanto?. La donna che ho davanti si sminuisce senza rendersi conto di avere un bel viso, occhi meravigliosi e una spiccata abilità culinaria. Il profumo del caffé inebria ancora la casa quando scivolo inavvertitamente in un sonno lungo e ristoratore. La testa appoggiata su una spalla forte. Mi risveglio e mi sento in pace. Ancora una volta grazie, per avermi permesso di vedere questo lato. Perché so quanto ti è costato, e spero un giorno di poter fare gesti altrettanto grandi.
La candela è accesa. Il tic tac dei tasti è così forte che sembra comunicare la stesura nervosa di pensieri troppo forti. Nell'aria sento un profumo. E' quello della tua pelle, che a volte viene a fare capolino. Non sono ancora abituata ad averlo lì, così straniero in un territorio che per molto tempo è stato di qualcun altro. Stai leggendo un libro che ti nutre, e io sto facendo una cosa che mi aiuta a crescere. In silenzio. Solo il tic tac frenetico dei tasti che scivolano sotto le dita. Mi sta succedendo una cosa strana. E' come se questo blog fosse un gigantesco bloc notes sul quale appoggio appunti che poi sviluppo nel silenzio della mia casetta. In queste sere sto scrivendo alcune cose sul momento attuale. Finisco. Spengo il computer, mi siedo sul divano. Mi porto dietro la candela che non mi abbandona mai mentre scrivo, la appoggio sul piccolo tavolino davanti alla tv. Apro il libro che sto leggendo - lo Zahir - e, per l'ennesima volta, ritrovo con sorpresa gli stessi pensieri che ho appena buttato giù. E' come se fossi in sintonia con un certo viaggio che anche lo scrittore ha fatto attraverso l'esperienza dell'abbandono e della rinascita che sto condividendo con lui.
E' un'emozione che ha dell'incredibile. Alcune parole che sono venute lì per lì, che non fanno parte del mio vocabolario né della mia vita di tutti i giorni, le sto condividendo con uno dei più grandi scrittori del mondo. E con te, che mi siedi silenziosamente accanto, ad occhi chiusi. I miei stessi pensieri, anche se espressi mille volte meglio. Sorrido, mentre guardo la tua fronte segnata, le tue ciglia corte, il profilo Mozartiano. Forse la strada non è molto lontana.
Morgana January 14 Chissà se c'è un coro gospel a KlundertCito l'oroscopo del mio segno per l'anno 2008.
AMORE: la sfera sentimentale sarà quella a dare maggiore conforto ai Gemelli in questo 2008 che si preannuncia in salita per tutti gli altri aspetti. Chi è in cerca di un partner potrebbe addirittura trovarsi ad una scelta tra due, mentre chi ha già una relazione stabile la vedrà consolidarsi e magari sfociare in un matrimonio, che potrebbe avvenire già nel 2009.
SOLDI e LAVORO: il 2007 è stato impegnativo: [...] questo vi darà la forza per rimboccarvi ancora le maniche per uscire dal tunnel che si è creato. Forse sarà necessario fare delle scelte impegnative, molto probabili trasferimenti e cambi di sede lontani dalla propria città. Premetto che trovo tutte queste cose vane follie, e che sono difficilmente influenzabile da maghi e fattucchiere (anche se ho un caro amico che mi sta lavorando ai fianchi per farmi vedere le cose in maniera un po' più morbida). Come molti, comunque, leggo l'oroscopo dell'anno, mi faccio due risate, mi concedo di sognare un po'. Che bello! Quest'anno sceglierò tra uno dei due che la vita mi porterà - e magari me lo sposo pure! Quest'anno piglio baracca e burattini e mi trasferisco.. chessò.. a Parigi!!
Paradossalmente, venerdì mi hanno proposto di partire. Per un anno. Ottimo stipendio, posto di prestigio. Destinazione: Klundert, Olanda. Ho chiesto consigli, ho cercato di pensare a quante persone, in questo momento, stanno invidiando la mia opportunità. Tutti mi dicono di accettare.
Ho vissuto una vita scappando. Correndo via al primo errore, evitando le difficoltà, affrontando le tragedie con le valigie sempre pronte, una versione un po' meno poetica della bella protagonista di Chocolat. Cinque traslochi in cinque anni, cambiando quattro città. Dopo tanta, tanta, tanta fatica, lotta, lacrime, riesco finalmente a mettere il cuore in pace. Per una volta ho una certezza: qui, ora sto bene.
Certo, non è facile. Tutte le strade portano un nome, un ricordo, un volto, qualcosa fatto con qualcuno che mi ha spezzettata viva. Scappare risolverebbe molte cose. Ma sono anche quelle strade che negli ultimi tre anni ho imparato a conoscere ed amare. In queste vie abitano le persone che stanno rappresentando una sorta di famiglia adottiva. In questo posto sto ritrovando me stessa, grazie all'aiuto di qualcuno, all'impegno che sto applicando nella ricerca, alla serenità dei cieli che vedo dalla finestra della mia casa.
Le quattro mura in cui vivo sono piene di musica - la mia musica - e di amici - i miei amici, di gioioso rombo di motori che fanno tremare i vetri delle mie finestre. Ho imparato a conoscere gli angoli reconditi di questa città e ad amarli. Ho i miei luoghi segreti, i miei giardini fatati, la poltrona su cui mi piace sedere per perdermi tra le pagine di un libro mentre il sole va a dormire. Ho una vita piena di cose da fare, di connessioni che ho costruito con i denti e con le unghie, di piccoli ed adorabili riti che non mi stanco di ripetere ogni giorno. Di scoperte. Come se qui, dove è nata la cultura italiana, dove si sono sviluppate meraviglie che ancora oggi brillano a disposizione di tutti, ci fosse anche un posto per me.
Ho passato gli ultimi tre giorni a cercare una soluzione. A cercare di capire che cosa il mio cuore vuole fare. Piango. Sono stanca. Sono stanca di ricominciare. Sono stanca di non sapere dove si trova la farmacia più vicina, di non conoscere nemmeno un bar, di dover accendere il navigatore per tornare a casa perché non so minimamente dove mi trovo. Sono stanca di adattarmi alle vite, agli spazi, alle forme di nuove case. Sono stanca di cercare disperatamente su internet il nome di una palestra, di una scuola di musica, stanca di dover imparare una lingua per sentirmi a casa, di dovermi iscrivere ad un corso di nonsoché nella ricerca disperata di qualcuno che assomigli a me.
Il mio ufficio è pieno di americani. Lavorano qui 12 ore al giorno, il sabato sera li vedi in tuta a correre per le vie del centro. Sono soli. Sono tristi. Le loro famiglie sono lontane e passano le serate su skype a chiacchierare con le persone che amano. Certo, sto bene, e questo bene me lo posso portare dovunque andrò nel mondo. Gli spruzzetti di sole brillano in fondo agli occhi indipendentemente dal nome dell'agglomerato di abitazioni nel quale si vive.. Basta avere un pizzico di follia e molto poco da perdere.
Oggi, qui, ho tanto da perdere. Ogni minuto che vivo lo amo con l'intensità di chi sa che potrebbe essere l'ultimo. Di chi sa che queste cose le ha sudate, che ha lottato per esse. Di chi crede che questa sia la strada giusta. Oggi il mio cuore mi urla: NO!! NON SEI ANCORA PRONTA!! Forse un giorno, ma ora, ora NO.
E io lo devo ascoltare.
Questo esame, questa piccola introspezione, mi ha aiutato in questi giorni a rivalutare le bellezze della mia quotidianità, a vedere che la mia città adottiva è bella anche se non vado via, perché ho imparato a perdonare (soprattutto me stessa) (Verso Oriente, Timoria, NdM).
Chissà se c'è un coro gospel a Klundert. Ma, in fondo, chissenefrega.
E' la risposta definitiva? Non lo so. Rifletterò ancora qualche giorno. Con forti probabilità di accenderla.
Morgana. January 09 Zavorrina da MonsterLa vita di questi giorni porta sorprese e belle notizie. Un briciolo di sole - se non nel cielo, almeno nel cuore.
Ieri sera un amico mi ha scortata a fare una cosa che per troppo tempo avevo rimandato. La Signora è dal dottore. Sabato torniamo assieme.. ho i cuoricini che mi escono da tutte le parti..
Fare la zavorrina è un'attitudine. Mica tutte ci riescono. La mia esperienza mi ha sempre portato a pensare di essere il prototipo della zavorrina ideale. Quella che fa da zainetto al pilota. Quella che non ti accorgi se c'è quando è in sella. Ho prestato fedele servizio per tre anni su un monster 600 dark a carburatore. Con un pilota dissennato, scriteriato, gas a manetta in qualsiasi situazione, pinzate a cinghiale, pieghe nervose e tanta adrenalina in corpo. Mi sono abituata a vivere la mia condizione di passeggera in maniera attiva. Piedi e gambe scattanti sulle pedane, pollice e medio della mano destra serrati a doppia mandata sul polso sinistro, pressione sul serbatoio per non crollare addosso al conducente in frenata. Devi entrare in sintonia con chi guida, coglierne i tempi e lo stile, e adeguarti ai suoi movimenti, capire in anticipo cosa farà per non essere d'intralcio. Un corpo solo e un cervello solo. Amavo il mio piccolo pilota e avrei voluto stare su quella sella per sempre. Per me era il migliore, l'unico, l'irraggiungibile. Avrei messo la mia vita nelle sue mani ogni giorno, su quella moto come nella vita. Ma questa è un'altra storia.
Capita poi di incontrare un S2R 1000. Ti allacci ad una vita nuova e ti accorgi che quello che ti succede è diverso da ciò che avevi sperimentato prima. All'inizio non ti adatti, il paragone è troppo difficile. Poi capisci che non puoi fare nessun paragone: quello che stai vivendo è proprio un'altra storia. Il rumore di quel mezzo è un basso tuono misto al cicaleccio gentile della frizione a secco. La guida non ha strappi. E' un fluido e dolcissimo scivolare lungo il percorso, senza mai toccare il freno, senza brusche correzioni. E' un ricercare il limite della piega e sorpassarlo senza paura. Le vibrazioni che il pilota ti trasmette sono un misto di sicurezza, calma, e folle gioia, al limite dell'orgasmo. E tu diventi tutt'uno con lui, come non avresti mai pensato di poter fare. Ti allacci e ti fidi di quella sensazione rispettosa, di quella velocità nemmeno lontanamente percepita. Capisci che quello che hai visto finora è solo un lato, una sfaccettatura. E' bellissimo, ma ci sono altre mille possibilità, altrettanto - o più, o meno - meravigliose, dignitose, interessanti. Che lezione.
E, poi, sicura del tuo bagaglio e fiera delle tue abilità, sali su un 999. Nero, lucido, cattivissimo. Innanzitutto: salici. Come si fa ad arrivare lassù? E poi: stacci in cima, in corsa. Non ci sono appigli. Il serbatoio è scivoloso, e sei troppo addosso al pilota per aggrapparti a lui. Il sellino è alto rispetto al guidatore, e non ti dà stabilità. Le scarpe scivolano sulla pedana, e non riesci ad adattarti alle risposte secche del telaio alle irregolarità della strada. Ti sembra di stare sul tetto di un treno in corsa senza avere un appiglio. La belva corre veloce, inesorabile e sicura sotto di te, ancorata al suolo, e tu non sei che una bandieruola fissata con un po' di colla Pritt. Non puoi collaborare, puoi solo chiudere gli occhi e affidarti a chi guida, far forza sulle braccia per non volare in avanti in frenata. Il guidatore sente la tua incertezza e deve rallentare. Non trovi la sintonia con la sensazione che quell'oggetto meraviglioso ti trasmette. Non trovi la formula chimica adatta. E impari che sei la zavorrina perfetta per alcuni tipi di moto. Ogni moto ha la sua zavorrina. E io...
...sono una zavorrina da Monster.
La mia moto deve essere semplice, elegante, genuina, essenziale, priva di fronzoli, pratica. Deve capirmi, rispecchiarmi, darmi sicurezza e rispondere come mi aspetto, o come so gestirla. Stupirmi a basso regime e lasciarmi senza fiato nel tête à tête ad alta velocità. Con una moto ti unisci perché tu e lei siete fatte l'una per l'altra. Come nell'amore. E' una questione di chimica e armonia.
C'è poco da fare. Una persona ti può piacere tanto da spaccare il cuore, ma se questi due elementi non funzionano non si va lontano. Bisogna fare i conti con sapori, odori, preferenze, tempi. Tendenze, perversioni, posizioni, percezioni. E mille altre cose. Nella top ten personale della fata cinghiala che è in me svettano
1. Sesso (in tutte le sue componenti: gradevolezza fisica, affinità di gusti sessuali, capacità di giocare, sintonia, bestialità, odore)
2. Sentimento (ascoltarsi, affinità, possibilmente qualche interesse e direzione comuni)
3. Bacio (unidirezionalità, sapore)
Il resto segue a ruota e ha meno importanza. Non credo che ci sia un solo uomo al mondo per ogni donna, credo che ognuno di noi abbia più partner possibili (basta trovarli!). Nelle sfaccettature e sfumature degli ingredienti, tanti sellini possono essere comodi per il nostro sedere. Tanti appigli gradevoli, tanti piloti amati per la loro dolcezza o impetuosità. Per la loro differenza ogni volta unica e meravigliosa. Ma non si può mentire all'istinto, ai sensi primari, e alle sensazioni. Non tutte le moto sono adatte a noi. L'importante è non insistere se una cosa non va. Fidarsi dei propri sensi e lasciarsi andare.
Morgana January 08 Sorprese e sogniSono giorni in cui vivo di sogni. Storie inventate sussurrate alle notti per addormentare l'anima della bambina che ho dentro. Favole piene di aspettative, candele, fumo, amore.
Sto inseguendo il filo rosso di un'intuizione che mi è arrivata in un letto straniero, e che ogni giorno si fa un po' più forte.. Una parte di me spera che sia solo una stupida idea, e attende un segno chiaro che la porti a mettere radici ancora più profonde. Altrove nel cuore, la fata libera si sgranchisce le ali nella brezza mattutina, pronta a spiccare il volo. Mi affido al destino e alle sue indicazioni sul cammino.
Sto cercando, e spesso chi cerca non si accorge di avere il tesoro a portata di mano. Forse smettere di cercare è il segreto per trovare quello che si brama. Smettere di soffrire è il segreto per far si che quello che provoca il dolore sparisca. Cose che non sono ancora capace di mettere in pratica. Non spontaneamente. Ci vorrà tempo.
Ieri è nato Mattia. Due ragazzi hanno avuto il coraggio di creare una vita, di dare ad un esserino la possibilità di essere felice. Di prendersene cura fino a quando sarà autosufficiente, e oltre. Che coraggio, che paura, quante speranze ci saranno riposte in quel piccolo batuffolino. Auguri, a tutti e tre. Soprattutto a Mattia. Buon viaggio, buona vita.
Altre piccole sorprese, scorci di speranza nel futuro di alcuni amici cari. Che mi chiamano per farmi partecipe delle loro porte aperte. Leggevo qualche giorno fa un'idea che condivido: che i veri amici non sono quelli che si presentano nel momento del bisogno. Sono quelli che ci reputano e che reputiamo così importanti da condividere le nostre e le loro gioie. Sembra che io ne abbia molti.
Fata fortunata..
Morgana January 03 Il sussurro del mondoSpesso quando scrivo mi lascio andare. Una candela accanto al monitor, la luce spenta, il tappeto della musica giusta a scaldare la mente, profumo di cannella nell'aria. La gatta che qualche volta viene ad acciambellarsi sulle gambe. Le dita che corrono veloci sulla tastiera, in un bagliore innaturale. Le mani sembrano più grandi, i tasti incatenati tra loro da sottili fili di seta lucente. Il pensiero corre veloce e vola via, verso sentieri che non so dove condurranno. Forse non sono una buona scrittrice per questo: so dove parto, ma non dove arriverò. Tutto quello che succederà è un mistero. La senzazione è di essere fuori di sé. Di entrare in un liquido caldo e lasciarsi dettare le parole da una dolce madre che le canticchia sommessamente. Di abbandonarsi tra le braccia di un amante sconosciuto ma al contempo infinitamente noto. Senza inibizioni. Senza freni.
Quando esco da questo stato spesso non so esattamente che cosa ho fatto. Rileggo e mi stupisco di quello che è venuto fuori. Sono quelle volte in cui non permetto a nulla di interompere il flusso, chiudo gli occhi e mi concedo di volare dentro al cuore e in alto con l'anima. Altre volte la magia non riesce, qualcosa nella miscela degli ingredienti va storto, e il risultato è mediocre e insipido. Ma le altre, quelle valgono la pena del gioco.
In questi giorni ho poco da fare a lavoro, e passo molto del mio tempo a girellare su blog. Mi stupisce come si trovino persone che sognano e respirano come me, che la pensano alla stessa maniera, che si emozionano per le stesse favole, scoperte. Alcuni dei loro interventi potrei averli scritti io. Mi piace pensare che entrino nella stessa stanza in cui mi trovo quando mi coglie un'intuizione, quando l'oblio mi ruba il tempo e la volontà. Che attingano dallo stesso pozzo, e, qualche volta, trovino nella loro coppa la mia stessa acqua.
Non mi ricordo dove ho letto che le idee circolano. Che determinati periodi storici sono contraddistinti dalle stesse ricerche che si sviluppano nei posti più diversi senza che ci siano comunicazioni evidenti tra chi le porta avanti. Un musicista mi ha raccontato che talvolta compositori contemporanei davano vita a brani molto simili in maniera del tutto autonoma gli uni dagli altri. Come se ci fosse qualcosa nell'aria che preme per uscire, e si riversa al mondo attraverso le menti che la sanno cogliere.
Non dico di essere un'eletta, o di avere chissà quale predisposizione o sensibilità. Sicuramente ci sono persone che attingono da fonti molto più pure della mia, che sanno ascoltare e dare a quello che sentono una forma scintillante e accessibile a tutti.
Credo però che ci sia qualcosa che mi spinge a cercare il sussurro del mondo, e a dargli un piccolo contributo con la mia voce flebile e insicura. Credo che ci sia tutto un piccolo popolo di sognatori, di angeli, di fate e guerrieri che si aggira per la vita con un occhio diverso, che si riconosce quando incontra qualcuno simile a se stesso, e lo saluta con uno sguardo che scintilla di polvere di stelle. Credo che siamo tutti una stessa voce, una particella dello stesso corpo, e che questo corpo stia crescendo con e anche grazie a noi.
So già che quando avrò finito, tutto questo non mi apparterrà più. Così come non mi è mai appartenuto prima, in realtà. Questa volta la magia è riuscita.
Morgana
January 02 Début!Eccoci qui, si tirano le somme e si fanno i buoni propositi.
Il 2007 è stato uno degli anni più belli della mia vita. E' stato l'anno in cui ho finalmente tirato su la testa, dopo sei di guerre perse. L'anno delle emozioni, della gioia, degli amici, dell'equilibrio. Della musica, del canto. Delle decisioni dure, delle rotture. Del dolore a infangare gli spruzzetti di sole. Della moto. Non credo che dimenticherò questi 365 giorni tanto facilmente.
Ringrazio chi li ha conditi con la sua presenza. La mia famiglia, Tunia, Silvano, Giampi, Alessandro, Chiara, Marco, il Vicino, Gianni, i Pilgri, l'Ottetto, i Cinghiali, Francesca, Guido e Paola, Ilaria e lo Zio. Perle preziose che mi hanno dato tanto, ognuna a modo suo.
Per voi i miei propositi per l'anno nuovo.
Stringerò l'obiettivo per dedicarmi a ciò che ha veramente importanza. Cercherò di ritrovare i segni che indicano il cammino che porta alla mia leggenda personale. Cercherò di portare a termine battaglie difficili che hanno gettato ombre sul mio presente. Proverò a godere di quello che ho, che è tantissimo, e a combattere la mia naturale invidia. Continuerò a mettere il cuore nelle cose, anche se so che questo può fare molto male. E a cercare di indossare ogni giorno spruzzetti di sole, e di andare in giro con la bacchetta magica nella borsetta.
So già che queste sono intenzioni difficili, progetti dalle gambe corte. Ma già solo formularle può essere un principio.. Ho persone meravigliose attorno, e vite scintillanti, sorrisi e polvere di stelle. Ho iniziato l'anno con la gente che conta, con abbracci caldi e sorrisi. Questo è già un ottimo inizio. Sono innamorata, della vita e di me stessa, e questo mi può dare uno sprint in più sulla griglia di partenza.
Il capodanno mi ha insegnato che certe cose non si ripetono. Certe alchimie, certe magie, sono uniche. Bisogna godere del presente e cercare l'armonia nelle cose di oggi, facendo tesoro dei momenti belli e riguardandoli di tanto in tanto come si fa con un vecchio film. Non si può desiderare che le cose siano sempre uguali a se stesse. E' un ritornello che si ripete, dal mio ultimo intervento. Tutto nella vita sembra indicare che bisogna andare avanti.
Ringrazio chi ha portato il suo calore nella mia dimora, chi mi ha stretto il corsetto, chi ha giocato tra parrucche e giarrettiere, chi mi ha abbracciata in cucina augurandomi buon anno, chi mi ha sorpreso con la sua presenza, chi ha passato un compleanno travestito da Brad, con tanto di lasagne al cioccolato piccante, chi ha suonato per noi.. Ringrazio gli attori del Rocky, che mi hanno fatta sorridere. E Chiara per il fine serata tra torte e vin brulé. Il caldo abbraccio della notte. L'acqua calda e fumante di un giorno di sole, le lacrime e le mani calde che ti sorreggono.
A tutti i miei tesori auguro un buon anno. Infinitamente pieno d'amore, infinitamente ricco di sogni e sorrisi.
Un bacino,
Morgana.
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