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October 31 Il guerriero della luceTre brani, per il momento che sto attraversando.
La realtà:
"Il guerriero della luce sa perdere. Egli non tratta la sconfitta con indifferenza, pronunciando frasi come: Be', non era poi tanto importante o Per la verità non lo desideravo neppure. Accetta la sconfitta come tale, e non tenta di trasformarla in vittoria.
Patisce il dolore delle ferite, l'indfferenza degli amici, la solitudine della perdita. In quei momenti, dice a se stesso: Ho lottato per qualcosa, e non ce l'ho fatta. Ho perduto la prima battaglia.
Questa frase infonde nuove forze. Egli sa che nessuno vince sempre. Ed è in grado di distinguere le proprie azioni corrette dagli errori."
La speranza:
"Un guerriero della luce crede nel principale insegnamento dell'I Ching: La perseveranza è favorevole". Egli sa che la perseveranza non ha niente a che vedere con l'insistenza. Ci sono periodi in cui i combattimenti si prolungano oltre il necessario, esaurendo le forse e indebolendo l'entusiasmo.
In quei momenti, il guerriero riflette: Una guerra che si prolunga finisce per distruggere anche il vincitore. Allora ritira le proprie forze dal campo di battaglia, e si concede una tregua. Persevera nella volontà, ma sa aspettare il momento migliore per un nuovo attacco.
Un guerriero torna sempre a lottare. Non lo fa per caparbietà, ma perché nota il cambiamento nel tempo."
E l'ultima cosa è per tre guerrieri che si sono sfiorati facendosi molto bene, ma anche molto male.
"Prima di affrontare un combattimento importante un guerriero della luce si domanda: Fino a che punto ho sviluppato la mia abilità?
Egli sa che le battaglie che ha ingaggiato nel passato gli hanno sempre insegnato qualcosa. Eppure, molti di questi insegnamenti hanno fatto soffrire il guerriero più del necessario. Più di una volta ha perduto il proprio tempo, battendosi per una menzogna, e ha sofferto per uomini che non erano all'altezza del suo amore.
I vincenti non ripetono lo stsso errore. Perciò il guerriero rischia il proprio cuore solo per qualcosa di cui valga la pena."
P. Coelho, Manuale del guerriero della luce.
Morgana.
October 30 RabbiaDopo un paio di giorni decisamente più tranquilli (vorrei postare un bel brano di Coelho che parla di una piccola "non vittoria" che sto fronteggiando, appena avrò cinque minuti per farlo!) mi accorgo che, per l'ennesima volta, questo blog causa PROBLEMI.
Io non sono una persona meravigliosa, non sono una facciata di bontà e altruismo. Cazzo, me lo avete insegnato Voi che bisogna prendersi cura di se stessi!!!! La VERITA', devo dedurre, è un'arma che non ripaga, e che causa solo problemi.
E NON NECESSARIAMENTE, quando parlo, parlo DI VOI. Io sto vivendo, e vivo 20 ore al giorno, e non c'è solo chi crede di esserci, nella mia vita, ma mille e mille altre informazioni mi entrano dentro attraverso l'epidermide, gli occhi e le orecchie.
Io sarò una stronza, una testa di cazzo, ma sanno tutti bene quanto sia TRASPARENTE - e lo sono proprio in funzione del fatto che per un piccolo tratto di strada non lo sono stata, e il conto è stato molto salato.
Se avete qualcosa da chiedermi, se ci sono frasi scritte qui che vi hanno ferito, o che non capite, non avete che da chiedere.
ZERO PROBLEMI, per favore. Non ne posso più di rendere conto... Vorrei solo un sacco di BENE e di TRANQUILLITA'
MA FANCULOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!! October 24 Certe notti..Notti così non ne ho mai passate prima. Notti in cui ti sembra ti trapassino con spilli, tutti i muscoli si tendono, l'aria viene a mancare, ti senti tutto rotto dentro e una larva fuori. Notti in cui sogni persone che ridono di te, e ti svegli urlando perché in fondo in fondo sai quanto questa cosa sia tragicamente vicina alla realtà.
Notti che ti lasciano al mattino a strisciare, mezz'ora prima del dovuto, in ufficio, con l'occhio pesto e il capello sconvolto di chi allo specchio non ha tanta voglia di guardarsi.
Poi passano gli amici. Quelli che ti dedicano due parole che ti lasciano un segno. Difficile da accettare, ma profondo come le cicatrici che si stanno lentamente - troppo lentamente, direi - formando nel tuo animo. Che ti fanno notare che soffrire per una persona è un po' un modo estremo per non lasciarla andare per sempre via dalla propria vita. Che ti toccano e ti dicono Coraggio, ci siamo noi. Insieme è possibile.
Passano quelli che con una scusa ti offrono una cena arrangiata (le mie preferite), foto di un momento intimo, caldo e commovente, e una coperta di fronte al camino.
Passano quelli che con una scusa ti caricano su una macchina e ti portano ad una serata genuina e sorridente.
Poi torni a casa, e il lettone che la sera prima era così immenso ti sembra sempre grande, ma non più infinito. Le stelline che sbrilluccicano tra le nuvole ti sembrano un occhiolino amichevole del cielo che ti ricorda che sopra il grigio lui c'è. La gatta che ti chiede un po' di attenzione ti sembra un dono di affetto in un mondo che solo ieri sembrava averne così poco.
E allora decidi che ti dedicherai alle cose belle della vita. Ai regali inaspettati, alle gioie insperate, alle speranze sincere e genuine, ai sorrisi che ti scaldano il cuore. Cambi fuoco. Quello che desideri è sempre lì, e chissà quando se ne andrà, ma al centro dell'immagine ci sono volti sorridenti e braccia aperte.
La Fata Morgana spiega le ali, e spicca il volo per venirvi a ringraziare.
October 22 Attraverso un vetroLa vita ultimamente è strana. Vivo situazione bellissime, che pochi mesi mi avrebbero fatto impazzire di emozione. Me le vedo passare davanti, e non riesco ad impegnarmi, a gioire, a sorridere per esse.
Mi accorgo di quanto sono belle, ma non riesco a realizzarlo veramente in emozione.
E' come se stessi vedendo tutto attraverso uno spesso vetro. Le cose accadono. I toni della musica mi arrivano, ma sono attutiti e lontani, e non colpiscono minimamente il mio cuore. I colori sembrano opachi, come se uno spesso strato di polvere rendesse difficile vedere i contorni nitidi delle cose. Il mio sorriso è andato in vacanza, e guardo questo spettacolo meraviglioso senza provare molto.
Il dolore è un ottimo anestetico della vita.
Non ho vita da buttare - non più - e non posso permettere che questo momento si protragga per molto nel tempo. Devo obbligare le mie gambe impelandrite dal troppo dormire ad alzarsi, spalancare la finestra e fare entrare nella stanza aria nuova. Lo devo a chi mi vive accanto, e lo devo soprattutto a me stessa. Lo devo agli angeli che mi hanno accompagnato fino a qui. Lo devo alle persone per le quali sto soffrendo, perché non abbiamo a star male della mia sofferenza.
Mi sento zoppa, sento che il mio cuore non ha più la forza di amare e che sta solo urlando pietà. Ma una buona parte del mio corpo funziona, così come una buona parte del mio animo. Devo far si che il male esalti il bene, e non che lo soffochi. Sta a me muovere i passi nella giusta direzione, cosicché torni il sole sul mio viso e il sorriso su chi mi guarda.
Ci provo, da ora. Promesso.
Morgana.
October 18 Corno alle ScaleCi ho messo un po' di giorni a scrivere questo intervento. Volevo che mi passasse il ghigno mugolante che ho avuto per quasi quarantotto ore, volevo parlare di questa esperienza con un po' di distacco.
La prima uscita con il gruppone. La prima uscita con qualcuno. Una di quelle cose che ti segni sul calendario, come la prima volta che hai fatto un concerto, il primo giorno di una relazione, la prima volta che hai fatto l'amore.
Mi sono svegliata alle 9 dopo una notte quasi insonne, un po' per la preoccupazione, un po' per il matrimonio di Manu e Fede che mi ha lasciato addosso un nonsoché di sensazioni contrastanti, un po' per le inaspettate attività collaterali che mi sono piacevolmente trovata ad affrontare.
Una di quelle mattine in cui alzi la tapparella e davanti a te c'è il palazzo di giustizia tutto rosa che ti saluta col sorriso, e dietro un cielo tanto terso da strapparti qualche lacrima di commozione. In cui accanto hai un raggio di sole ancora più luminoso, e non sai come cazzo possa essere capitato che sia lì, ma c'è. In cui ti rendi conto che qualcuno ci deve essere che ha fatto tutto così bello, e lo ringrazio.
Appuntamento alle 10.30 dal Querci. Benzinati. Il dubbio è se mettere il pantalone in pelle senza stivali (di cui non sono ancora fornita) o il jeans. Opto per il jeans, visto che col pantalone in pelle non sono mai uscita, sia mai che mi dia noia, sono già abbastanza agitata. E poi senza stivale è inguardabile. E sotto la giacca? Dove abbiamo detto che andiamo? Non ricordo.. Voto maglione di cotone, sostenuta da questa luce immensa.
Alle 10.30 puntuale son lì. Pomponi presenti: Allegra, Iceman, Checco, Ossian, Alfo, amico di Alfo con zavorrina nicotinata e Cbr, Riccardo con Raptor alla primissima uscita, e Marchino - il MIO Marchino - con il Multistrada depotenziato 620 - il test dello Store Ducati Firenze. E io, vabbeh.
Si parte. Si evita l'autostrada perché il ragazzo col Raptor ha il foglio rosa. Soste intermedie sorridenti, con il mitico Alfo che ogni tanto si perde. Si arriva ai piedi del monte, sosta obbligata al Signorino, ci si rivede a Porretta Terme.
Rimango indietro. Certo, non pensavo di poter tenere il passo. Chiudo le vie, col fedelissimo Alfo munito di Gps. Le curve sono assassine, mai fatta questa strada, salitoni e discese non troppo veloci ma comunque impegnativi. Ogni tanto qualcuno del gruppo di testa si ferma e aspetta, la qual cosa mi riempie di gioia. Visto che non partono a pippa di ronzone per lasciarti a metà strada e booona chi s'è visto s'è visto!!!! Non ci speravo, ma ora che vedo che è così.. godo un sacco..
A Porretta Terme io, Alfo e Riccardo perdiamo il gruppo di testa. Seguiamo le indicazioni per il Corno alle Scale. Gli ultimi 12 km davanti ad Alfo per me sono una vera tortura: tornantoni (che non affronto ancora con disinvoltura), foglie a terra che rendono l'asfalto (rosso) leggermente viscido, e assoluta ignoranza: la strada sarà giusta? Staremo andando dove ci sono gli altri? E soprattutto: chimmel'hafattofare di mettermi il maglione di cotone che stiamo sopra i mille metri e fa un freddo che si bubbola???? Non mi sento più le maniiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!
Alle 13:15 siamo in cima.. e gli altri.. non ci sono... Chiamano Alfo: sembra che abbiamo preso una scorciatoia.. siamo arrivati prima del gruppo di testa!!! Foto ricordo ai primi del Corno alle Scale!! Come prima girata, non è male!
Un quarto d'ora dopo arrivano gli altri (li sentivamo rombare da almeno cinque minuti sotto di noi). Foto per il Desmocalendario 2008. Non vi dico come è buona la polenta coi funghi nella baita sul lago, ai piedi del corno. Non credo di aver mai mangiato nulla di così gustoso, con le faccine sorridenti dei miei compagni, il calore della stufa dietro la schiena.. Sono molto più rilassata.. metà dell'opera è fatta.. Pensavo veramente di non riuscire ad arrivare qui! Per me è già una grande conquista.
Alle quattro si riparte per il ritorno. Smemo ci raggiungerà ai piedi della prima discesa con la Triumph. Ora lo confesso: la discesa è il mio più grande incubo. Tutto quello che in salita sembra semplice, in discesa raggiunge per me difficoltà immense. Il peso della moto, la gravità, i tornanti..
Il primo pezzo di discesa si fa a passo d'uomo, con Iceman che precede il gruppo e si ferma ogni tanto per fare le foto. Se si andasse giù tutta così sarei a posto..
Pit stop per la benzina del ritorno. Poi, tutto cambia. Allegra (un manico da paura, sta sempre incollata alla testa del gruppo), mi si mette davanti e mi fa scuola. Si raccomanda di fare esattamente come fa lei: spostamenti del peso, frenate col freno davanti in staccata, scalata solo se realmente serve, e correzione della curva col freno posteriore. Le sto incollata più che posso, e, dopo qualche minuto, mi rendo conto che non sto più pensando alla strada, alla discesa, ai tornanti. Sto GUI-DAN-DO. La moto è a giri alti (mentre di solito viaggiavo sottocoppia), fa un rumore che non ho mai sentito prima, è nervosissima e aggressiva, ma l'impostazione delle curve mi permette di guidarla con scioltezza. Certo, non mancano gli errori, un paio di curve impostate male e poi corrette come riesco, ma piano piano sento i muscoli che si adattano al mezzo... E' la prima volta che sento che sono IO a guidare lei, e non viceversa. Davanti a me solo la ruota posteriore di Allegra, con il portatarga con la scritta MONSTER che si proietta sul copertone. Il suo scarico rumoroso, il mio così silenzioso..
Se devo descrivere quella discesa, posso solo dire che mi sono sentita come in una bolla. Non c'era più nulla "fuori", solo io e la Signora, non c'erano gli alberi, le macchine, il cielo, solo la necessità di spostare il peso all'interno della curva e dare il giusto gas per chiuderla. Marcia, frenata, scalata, gas, marcia, frenata, scalata, gas. Nient'altro.
Dopo una buona mezz'oretta, Allegra si stacca e mi lascia da sola. Abbiamo scelto una via diversa per il ritorno: prima di Pistoia abbiamo preso una strada strettissima per Castiglione dei Pepoli. Dopo qualche chilometro la strada si allarga. Ad un bivio, Marco mi sta aspettando. Dietro di me Andrea, Alfo e Riccardo sono un rombo lontano.. alla fine non sono proprio in fondo.. grande Allegra!
Riprendo la scuola guida a pochi metri da Marco. Il Multistrada è agile e scattante, Marco è meraviglioso, con i capelli che sbattono selvaggi fuori dal casco, la vita stretta, le spalle larghe e sicure. Credo di aver passato su quel tratto di strada uno dei momenti più belli della mia vita. Lui davanti a me, ad aprire la strada, indicando le giuste traiettorie da seguire. Alla mia sinistra una valle immensa inondata della luce rosa del tramonto. Credo di non aver sentito nemmeno un rumore. Credo che per qualche attimo il tempo si sia fermato, lì. La magia di quegli istanti ce l'ho tatuata dentro, nel sorriso che non ho perso nemmeno ora, nemmeno dopo la caduta di martedì.
Alla fine della strada ci siamo fermati al lago di Soviana, e poi una tirata unica fino a Vaiano. Di nuovo nelle code di Allegra, con il pompone di Ossian dietro in tutta la sua sonora impetuosità. Il buio che pian piano prende il posto della luce tenue del giorno bellissimo che abbiamo passato che se ne va. Ci si saluta al distributore di Vaiano, infreddolitissimi ma sorridenti. Non c'è nulla da dire.
Seguo in silenzio Andre fino al bivio di Viale della Repubblica a Prato, e poi prendo verso casa. In tasca una nuova esperienza, e molta sicurezza in più. Il sorriso pieno di gioia di un inizio col piede giusto.
Non importa se sono caduta, martedì. Lo prendo, come sempre, come il monito che il destino mi fa sempre: non ti buttare a capofitto e stai attenta. Successe anche coi Pilgri, lo scorso anno. Mi ammalai in maniera pessima dopo il ritiro. Lo prendo come un buon auspicio.
Non importa se Marco non può che essere mio amico, ora. Ho fatto il possibile, ho la mano tesa, enorme di amore e, soprattutto, serena. Sono felice di vivere, sono felice di essere qui, voglio continuare a sorridere, qualunque cosa accada.
Non so come ringraziare chi c'era, chi ha permesso questa giornata meravigliosa, chi ha scritto sulla mia strada che questa pagina avrebbe potuto essere possibile. Chi ha sacrificato un bel po' di curve a manico pesante per insegnarmi qualcosa. A buon rendere! Chi mi ha fatto uno dei servizi fotografici più belli e sorridenti della mia vita..
Intanto, ci si vede domenica, tempo permettendo.
Mi scuso per la lunghezza dell'intervento. Erano giorni che avevo queste cose dentro. Dovevo lasciarle andare.
Morgana.
October 17 Il battesimo dell'asfaltoUna mia amica era solita ripetermi:
Ci sono due categorie dei motociclisti:
quelli che sono già caduti
e quelli che devono ancora cadere..
Beh, sono caduta!
E sorrido e domani ho di nuovo la Signora, con un paio di segni ma sicuramente fiera!
E vai!
Mor. October 16 ExcaliburIeri sera pensavo a Excalibur.
Alle migliaia di cavalieri che hanno trascorso la loro vita ad accrescere le loro forze, lottare e combattere per poter estrarre la spada dalla roccia. A quelli che ne hanno fatto una ragione di vita, una ricerca, uno scopo. Che hanno speso ogni singolo minuto per poter essere re.
Poi arriva un ragazzetto, che non ha fatto nulla, che è lontano anni luce dalla realtà che muove tanti, e con semplicità fa quello che nessun altro è riuscito a fare. Semplicemente perché è lui e solo lui quello che può fare quel gesto nel mondo.
Ci sono persone che passano una vita a voler fare qualcosa che non gli spetta. Rimangono incatenate a sogni sbagliati. Grandi pianisti che abbandonano la loro leggenda personale per futili sogni, scrittori senza pari che perdono la vita cercando di essere il miglior cantante del mondo, donne innamorate che si incatenano a uomini che non spettano loro per diritto né per destino - anche se di destino non mi piace parlare. E perdono i doni che la vita ha dato loro.
Ieri sera mi sono fermata a pensare a quanta strada sto percorrendo e a quante energie sto gettando via perché la vita vada come voglio io. Perché i miei sogni, per quanto stupidi, cocciuti e inutili, si avverino. Perché nascano le qualità che non ho.
Mi devo fermare ad ascoltare il mio cuore, per non perdere la direzione. Ci sono state scelte importanti dettate da un preciso sentimento. Queste scelte possono essere rivalutate SOLO nel rispetto della mia leggenda personale.
E' come se fino ad ora avessi fotografato col grandangolo, cogliendo un panorama vastissimo di fronte a me, e piano piano mi trovassi, per mancanza di tempo e per necessità, a stringere sempre di più l'obiettivo verso il particolare centrale. Sto scremando, togliendo il superfluo, cercando di nutrire quelle che possono essere strade magari anche difficili, ma comunque alla mia portata. Non posso perdere tempo - e vita - davanti a Excalibur, a cercare in tutti i modi di tirarla fuori di lì. Devo alzare la testa e lasciare che sia lei a venire da me, se davvero mi è destinata, o salutarla per sempre e proseguire per il mio cammino.
Per non rovinarmi la vita, e per non togliere a chi le è destinato la possibilità di realizzare il fine della propria esistenza.
Credo di essere salita un altro gradino.
Piano piano...
Mor October 11 PregareOgni tanto ci si perde... Non ci si riconosce più...
Se vedo una mia foto di un anno fa, mi rendo conto che quella ragazza non sono più io.. o lo sono veramente poco. Quel posto non c'è più. Quel mondo è finito.
Questo da moltissimi punti di vista è una conquista. Ci sono le gioie, la socialità, il sorriso, c'è la fine di un periodo veramente nero e il ritrovamento dell'equilibrio. C'è il sentirsi utile per qualcuno, l'attività. Ci sono le EMOZIONI che da tanto tempo non avevo.
C'è anche il lato scuro della faccenda, ma è tollerabile.. Dovrebbe esserlo, diciamo..
Certe cose, proprio, non le riconosco... Da quando in qua chiedo?? Da quando in qua SUPPLICO, io che non ho mai pregato nemmeno Dio, per paura di disturbare? Da quando il mio orgoglio è così insignificante e quello che vorrei ha così tanta importanza su tutto il resto?
Vorrei un'altra chance.. Ma il tempo non dà il resto, questo si sa, e nemmeno lo si può rivoltare per fare scelte differenti. Si è fatto qualcosa per un motivo che allora poteva avere il suo senso.. Le conseguenze si pagano sulla pelle.. Le ferite sono dure da rimarginare e lasciano segni profondi, come un tatuaggio che ti fai per ricordare una precisa cosa in un preciso momento.
Il bello di tutto ciò è che si guarisce, si guarisce sempre.. sembra che questa malattia sia un po' più dura da combattere, ma sono certa che prima o poi ce la farò, con una buona dose di amici, musica e grinta..
Mi manchi. Mi mancherai sempre. Del resto, sei il mio fiore nella notte.
La tua piccola fata,
Mor.
October 09 Varie ed eventualiNon scrivo da un po'.. ricomincia la vita normale e la fata Morgana non ha molto tempo per fermarsi a pensare..
..in realtà tempo ce n'è, fin troppo. Si cerca di anestetizzarlo, di ingannarlo in tutti i modi, ma c'è sempre quell'attimo lungo una vita prima di andare a dormire in cui fa capolino il dolore.
Già, perché in questi ultimi tempi ho scoperto il significato di questa parola.
Mi sento come uno di quei cani nel canile. Piena di amici simili a me, di persone che vorrebbero adottarmi e che dicono "che carino", ma in costante ricerca del mio padrone originario. La sensazione precisa credo sia proprio questa. Rivoglio il mio padrone. Sono sicura che tornerà. Lo devo aspettare.
Credo che questo ultimo anno sia stato denso di significati e recuperi che riconosco sempre più nitidamente. La socialità, l'amore, la delusione, l'emozione, la gioia, la realtà, la cattiveria, l'ira, l'espressività e, ora, l'abbandono e quello che ne consegue. Ognuno legato a delle persone che mi hanno casualmente attraversato la strada. Alcune rimangono, altre prendono il volo, ma tutte hanno un'importanza fondamentale nella costruzione della mia casa.
Credo che anche questo abbia un senso. Credo di dover imparare ad affrontare questa situazione, di dover imparare a convivere col mio dolore fin quando esso diventerà parte di me, come lo sono la gioia e l'amore.
Perché in fondo non ci si può aspettare solo il bene, dalla vita. Nell'equilibrio delle cose c'è tutto. C'è anche il rimanere fermi ad aspettare, senza che nulla di particolarmente importante succeda. C'è anche il rimanere seduti a leccarsi le ferite, fino a quando esse non saranno solo un ricordo e le ali avranno di nuovo la forza per spiccare il volo.
Non credo negli oblii forzati, o nei chiodi che scacciano i chiodi. Ho fatto troppe volte certi errori. E' giusto che io metabolizzi, capisca, comprenda, impari, assorba e poi mi rialzi, magari segnata, ma con un bagaglio se possibile ancora più grande.
La prendo come una nuova prova sulle strade infinite della vita. Come una giornata di pioggia in primavera, con la Signora che scalpita in garage. Chissà dove mi porterà tutto questo.. Sono sicura che, comunque, sarà meraviglioso.
Mor.
October 01 Moticiclisti, strana gente.Le cose capitano.
Ti trovi improvvisamente a far parte di un club, e non hai ancora la patente..
Uno dei ragazzi del club ti manda un link e ti lascia senza parole.
Vorrei condividere questo video con tutti, sia motociclisti che non, per dare spiegare con parole quello che mi succede quando salgo in sella alla mia dolce Signora.
http://www.alldv.it/documenti/motociclisti.wmv (clicca con il DX e SALVA CON NOME)
Vorrei altresì ringraziare chi ha scritto queste parole:
Motociclisti, strana gente..
Mor |
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