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November 28 Panta Rei
Meno male che tutto scorre. Panta Rei. Che hai una serie di meravigliose soluzioni a vecchi problemi, e riesci a metterle in pratica in poco tempo. Ogni volta meno. Prima o poi la soluzione si presenterà prima del problema stesso. Così come sono arrivate, le maree defluiscono e torna il sereno.
Ti svegli e sorridi, pensando a quali e quante sorprese la vita ti regalerà nella giornata che stai per affrontare. Ti alzi e il palazzo di giustizia ti sorride rosa stagliandosi contro il cielo. E chissenefrega del resto, ci sono solo un paio di chiavi e due ruote, tutto va in coppia come il bicilindrico che spinge sotto di te. Come è vero che sono gemelli e che il mio numero preferito è il 22.
Tutto torna improvvisamente, come i tasselli di un puzzle che combaciano. La crisi, un punto nero in un mare di luce, lascia spazio a nuova forza. Sotto un basso pompa una cavalcata a testa bassa. Spaccanuvole. Eccolo, il mio sole.
E ci sono i vecchi sorrisi che lasciano colare odio e dolore dalle pareti dei tuoi ricordi, nuovi sorrisi che pungono i fianchi cone una nota stridente che il cuore fatica ad accettare. Ascolta il tuo cuore, esso conosce ogni cosa. Ed esso sa che questo è solo un dannato, stupido passaggio. Non privo del suo senso. Ma solo un passaggio, niente più. Non vale amore, dolore, impegno e condivisione. Semplicemente non fa per te. E' solo un tratto di strada verso la meta. Il viaggio attraverso il deserto con la carovana. Alla ricerca dell'Alchimista.
Mi chiedo cosa fare, ma per il momento non è un problema. Sono libera come una fata, le ali spiegate al vento. Sempre più forti, sempre più fiere. La speranza lascia passo alle certezze, le dita scorrono agili sotto la tastiera e so che solo alla fine saprò dove la mente e la vita mi hanno portato.
Gli occhi di Morgana stanno ridendo, spiattellando gioia e forza sul viso triste di chi l'ha abbandonata per questa rinascita.
Un'immagine dolce, in bianco nero, arriva da lontano.
Sono gli occhi della fata Morgana.
November 26 Mpf!C'è la nebbia. Vogliamo parlare della nebbia? Una coltre di vapore che impedisce la comunicazione. Suoni attutiti. Visuale ridotta. Costante senso di sonnolenza. E soprattutto: in cinque anni a Firenze, non ho mai visto un nebbione così!!
Chi mi sa spiegare l'utilità della nebbia?? Va beh.
Questa mattina mi sono accorta di come i racconti di Morgana abbiano bisogno di un minimo periodo di incubazione. Le emozioni, soprattutto quelle forti, mi colpiscono in tutta la loro potenza lasciandomi senza parole. Posso dipingerle solo quando la marea è passata. Anche se in questo caso diciamo piuttosto che sta scemando. Prima o poi passerà.
Il caso è strano. A volte il luogo sembra quello giusto al momento giusto. Altre quello sbagliato al momento sbagliato. Che poi, magari, dopo un mese si rivela essere tutto il contrario della prima impressione, sempre nell'ottica che tutto ha un senso. In ogni caso, non è il luogo né il tempo per parlare di questo.
Non volevo girarmi. Era giusto non farlo, lasciare a quel luogo un aspetto sconosciuto e distante. Ma mi sono dovuta girare, come se da quella parte ci fosse un magnete potentissimo che ha tirato la mia testa verso destra con un forte strattone. E tu hai fatto lo stesso. La porta era aperta e tu stavi guardando verso di me. Mi hai visto. Non avrei dovuto accettare il tuo invito, il mio cervello urlava non è giusto! non lo fare! ma vallo a dire allo stupido cuore.
L'ambiente è bianco. Piccolo, contenuto. Sulla destra un divano rosso rubino. In fondo alla parete, dietro al separé, un letto basso di legno scuro. Con le nostre lenzuola, e il telo verde che mia madre comprò per gli appendiabiti. Un gigantesco armadio a specchio accanto al letto. Lo spettro di un bagno a doppio lavabo dietro ad una porticina ancora da perfezionare. Cassettiere che ho montato io, con le mie mani, in un giorno di enorme felicità. Mattonelle di lavagna alle pareti, dietro ad un lucente 748 giallo. Ce l'hai fatta, visto? Di nuovo la tua adorata moto in casa, come quella che per tanti anni ha sporcato il divano bianco in salotto. Quella che amavo tanto. Un'altra moto. Un altro divano. Un'altra stanza. Un'altra vita.
Lampadine a penzoloni sulle pareti illuminano oggetti così cari, così conosciuti. La lampada doppia di Arti & Mestieri (quella che fa troppa luce per poter essere una normale abat-jour, bisogna staccare una delle due lampadine perché la stanza non sia illuminata a giorno). L'acquario - acquisto folle di un giorno di felicità aspettando te - con il ramo di torba pronto per accogliere nuovamente la vita. Il tavolino basso della televisione con le ruote incerte, uno stereo che ormai non vuole più saperne di funzionare... mille piccole cose che mi bussano al cuore, mi salutano e ti ricordi di noi? Come posso dimenticare? Siete parte di me. Come quella persona, quell'omino che sta in piedi in mezzo alla stanza, e mi racconta quante difficoltà questa casa gli comporta. Quell'omino che sono obbligata a guardare con il mio miglior sorriso, con occhi struccati ma luccicanti, il cuore pieno di gioia e di tristezza nello stesso tempo. Sul suo volto ci sono i segni tirati di una stanchezza che conosco così bene, fatta di lunghe notti e giorni a lavorare, inseguire sogni, dimenticando il cibo e gli affetti per arrivare ad uno scopo. Come ti so leggere, piccolo stupido. Come so leggere gli abbracci che non sono più miei, i profumi che impregnano le sfumature azzurre che finalmente hai accettato nel tuo nido.
Che aria positiva che brilla tra queste quattro mura. Finalmente. Con una lacrima che mi sgorga dalla fonte più pura del cuore, ti auguro buona vita.
Con tutto l'amore di cui una fata è capace.
Forget me not.
Morgana November 20 DesmofatineSono contenta. Credo all'apice della grinta e della felicità.
Inizio a vedere un motivo in tutto, e l'abbandono non fa più tanta paura. Tutto inizia ad avere un senso. Del resto sapevo che sarebbe stato così, che sarebbe stata solamente una questione di tempo. Bastava credere.. e credere è una qualità che non mi manca facilmente.
Il sabato e la domenica in moto mi riattivano la circolazione, non c'è freddo che tenga. Cervello e cuore sono collegati da un intreccio di emozione e adrenalina. Mai come ora mi sono sentita viva, e so che sono solo all'81% di me. Quello che c'è oltre è solo da scoprire, lentamente, come un bel vestito che scivola via svelando centimetri di pelle da assaporare come un elisir di lunga vita.
Mi sveglio da una notte foriera di sorprese, un sapore nuovo tra le labbra. Un sorriso malizioso ad accompagnare gli occhiali scuri che svelano le poche ore di riposo. Non so se sia un ennesimo, nuovo inizio. So che nessuna mano mi legherà le ali, e mi faccio forte di questa certezza ridendo al destino che continua a regalare più di quanto sperassi.
Cercando di rendere il favore, e di portare il sole su volti spenti che meritano questa stessa felicità. Tentando di ringraziare così il mio dolcissimo angelo biondo, dovunque tu sia, il mio sorriso è per te, ed il mio cuore ti batte accanto.
Mi è capitato di pensare, in questi giorni, che se morissi oggi sarei felice. Il 2007 è stato l'anno più bello della mia vita, tutto quello che è successo si è ammantato di magia e mi ha portato scintille , sorprese, gioia ma anche dolore vividi e tangibili. Tutto, nel bene e nel male, ha cospirato per questo sorriso. Non avrei potuto chiedere di più ad una vita che, troppo spesso, è tiranna con l'uomo. Se morissi oggi vorrei le mie mani amatissime a suonare la colonna sonora di questi mesi, Come sei veramente di Giovanni Allevi. La mia voce adorata - il più grande amore della mia vita - a cantare Dove finisce il mare di Renga. Ed una grande festa. Perché posso dire di aver conosciuto l'amore più puro, la gioia più intensa, il dolore più acuto, il buio e la luce. E perché credo che nessuno abbia mai sorriso più della fata in questi giorni. Non mi meritavo tanto. Sono veramente una fata fortunata.
Questo post è un frullato di impressioni personali - un po' "quello che non devi mai fare o dire in un blog". Ed è per ringraziare chi mi ha dato la mano fino a qui. Per i miei genitori, mia sorella, i miei Pellegrini, i miei cinghiali, per i miei fratelli Shai, Luca e Erika, per le mie colleghe, per chi ho amato per chi amo ancora e per chi amerò, per le troppe strade nelle mie gambe che stanno costruendo vie sempre più nitide. Per tutti quelli che hanno contribuito in qualche modo a questo momento. Per me stessa. Perché finalmente posso dire di essere felice.
Morgana
November 09 Dritto negli occhiMi sono sempre biasimata per moltissime cose, la più grave delle quali, sicuramente, è il fatto di non essere più riuscita, negli ultimi otto anni, a guardare negli occhi la gente. Non so perché. Insicurezza, zerbinaggio, ripiegamento.. Sono diventata così.
Negli ultimi tempi, mi sono sorpresa incontrare col mio sguardo degli occhi. All'inizio in modo furtivo, poi in modo sempre più coraggioso, intenso.
Mi torna in mente la fierezza dei cerchi in cui ballavo anni fa.. in cui guardavi i tuoi compagni e condividevi qualcosa di intimo, feroce, guizzante, potentissimo. Bastava un semplice sguardo.
Due settimane fa ho sentito la debolezza di un uomo che si nascondeva dietro ad un paio di impenetrabili occhiali da sole. Mi stava facendo male, sarebbe stato bello se avesse avuto il coraggio di farlo rispondendo allo sguardo che ho avuto la forza di inchiodargli in viso, per la prima volta in tanti anni. Mi rendo conto solo adesso che non ricordo come sono i suoi occhi. Potrei disegnarlo ora, per filo e per segno.. ma i suoi occhi.. come erano, i suoi occhi? Non me lo ricordo..
Poi gli sguardi con gli amici, gli occhi azzurri che brillano, gli occhi verde nocciola che ti inondano il cuore di gioia, gli occhi ghiacciati di uomini troppo belli per essere soli, gli occhi scuri e caldissimi di persone vicine, gli occhi mielosi di amici che ti afferrano le mani....
Un altro piccolo, ma importantissimo passo. Non sono ancora al cento per cento delle mie forze, questo lo so.. Sono solo una giovane fatina uscita dal suo bozzolo.. Ali ancora deboli, ma meno di ieri.. e domani andrà ancora meglio...
Aggiungo un'osservazione veloce, perché le cose belle vanno condivise.
Mi sono sorpresa a frignare come una psicolabile DOP guardando al telegiornale l'intervista di Benigni in morte di Enzo Biagi. Non ho amato il Benigni della gioventù, quello esagerato, buffone, toscano fino al midollo, provocatore. Amo in maniera viscerale questo ottimista sognatore, quest'uomo "buono", innamorato della vita e speranzoso. Un uomo che, di fronte alla morte di un amico, lo ricorda con un sorriso anziché con parole stupide e di circostanza. E riporta per tutti parole che lui gli ripeteva al telefono. Alla fine della vita, ci restano soltanto ricordi. Cerca di averli belli.
Un'ultimissima cosa.. poi ritorno al sorriso silenzioso e beato degli ultimi giorni..
Per un amico che oggi mi ha inviato una lettera che mi ha profondamente toccato il cuore. Grazie. Meno male che mi sono sbagliata solo nell'ultimo mese. Meno male che sei davvero quello che ero sicura tu fossi. Un angelo.
Un abbraccio sereno a tutti,
Morgana.
November 05 Un (lungo) weekend da ricordare..Calde serate - giovedì con i miei cinghiali e mia sorella in sella ad un destriero decisamente di classe.
Un concerto da ricordare - il primo di una serie lunga e speriamo gioiosa! I Pilgrims hanno suonato a Poggibonsi, tutti riuniti e strapieni di energia. Mi sono divertita, si, come non facevo da tempo. Ho guardato negli occhi le persone che amo e ho parlato con loro semplicemente intonando le canzoni che tanto mi piacciono. Ho raccolto abbracci e affetto in un momento in cui ne ho tanto - ma proprio tanto - bisogno. La musica, che cosa meravigliosa, come mi manca ogni volta che non c'è...
Una sola nota dolente: ogni tanto sono proprio le persone che ti danno di più a deluderti più di tutte le altre. Questa è per le parole stupide e per le stupide promesse che sono lontane miglia dall'essere mantenute. E vale anche per me, anche se mi ritengo quantomeno matura. Non felice, certo, ma razionalmente matura. Vorrei essere capace, come altre, di ridere e gioire con sincerità in una situazione fastidiosa.. e di reagire con un bel vaffa a chi mi fa male.. ma, aihmé, non ne sono capace. Forse perché quella sensibile alla fine.. ma va beh, intanto queste sono cose che cadono nel vuoto e non si sente nemmeno il pluf... non arrivano da nessuna parte!!
Una gita faticosa ma intensa - la mia prima Consuma, seguita da una bellissima gita ad Anghiari con una sgrufolata al Castello di Sorci... trecento chilometri da ricordare...
Come sempre, meravigliosi.. Stanchina ma veramente felice..
Morgana |
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