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    November 05

    La Fatina delle Olive

    Prefazione

     

    Cosa siamo

    se non

    significati.

    (Biofonia)

     

    Quando ti conobbi portavi con te una candela per rischiarare le mie notti e una boccetta di olio della tua terra. Allora non potevo comprendere il significato del secondo simbolo, non quello che tu gli attribuisci.

     

    La Fatina delle Olive

     

    Qualche volta il ritorno alla terra è strettamente necessario. Non te lo ricordi, perché ormai questa realtà fatta di schermi e connessioni ultraveloci ti ha coinvolto e portato all’oblio. Te ne accorgi, però, quando la vita ti spinge gentilmente ad affondare le mani, i polmoni, lo sguardo nella bellezza della natura. Ti sembra di tornare a respirare, i battiti del tuo cuore si riportano a un ritmo umano, e tutto si fa più lento, dannatamente giusto.

     

    La raccolta delle olive è un rito ancestrale che danza col sangue contadino della mia famiglia: il contatto con gli alberi sacri, la forza esercitata sui rami per raggiungere i frutti più alti, il costante percuotere le fronde e vedere i globi violacei che cadono sulla rete con un rumore sordo, tutto questo faceva parte di me, anche se non lo sapevo. Mi sono sentita a mio agio, mi sono sentita altrove, libera, felice, stanca, esausta, ma dannatamente in pace.

     

    Conclusione

     

    Il tramonto sulla cima dell’ulivo più alto, la testa appoggiata al tuo petto, bargigli rossi che tingono il cielo di fuoco, un bacio rubato tra le fronde.. sono attimi che iscrivo nel libro dei Momenti Perfetti, attimi di me e di te che porto nel cuore come un grande dono.

     

    Perché ora che ho condiviso con te questa esperienza, ho capito il significato vero di quella boccetta d’olio: i volti di trenta amici che ridono e cantano mentre faticano tra i rami, tua madre che sorride accanto a me a tavola, la mano stanca di tuo padre che mi porge un grappolo d’uva, la risata di mia sorella che non ricordo di aver visto così felice, mia sorella gemella che si siede a lavorare mentre dentro di lei cresce una vita nuova, l’uomo della chitarra che tuona la sua semplicità, il canto che si alza spontaneamente, i nomi e le lingue che si intrecciano nell’aria e tinteggiano parole comprensibili a tutti

     

    (parole riscattate dal linguaggio),

     

    tutto questo è contenuto in quel liquido.

    E c’è molto di più: quello che le parole non riescono a dipingere.  Che è fatto di odori, sensazioni, percezioni, graffi, muscoli doloranti, baffi di fango, risate, notti insonni, serate stellate, pasticcini caldi, paradisi dei calzini, viaggi in macchina al limite del sonno, abbracci… è tutto condensato lì dentro.

     

    E io ne faccio parte.

     

    Non so se veramente sono degna di questi doni, mio dolce poeta. Certamente, sto vivendo nel modo più felice possibile per poter godere senza rimpianto di tutto questo.

     

    Con tutto l’amore di cui sono capace, grazie.

     

    Morgana.

     

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