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March 28 Elogio dell'uomo innamoratoSono grafomane, in questo periodo. Ho mille cose da dire, mille emozioni contrastanti che mi spaccano il cuore e sfrutto l'unica valvola di sfogo che conosco: scrivere.
Ieri sera mi sono persa negli occhi di un uomo innamorato. Non capita spesso di trovarne. Anzi, dalla mia esperienza personale, direi che non capita quasi mai.
Lo aspetti nel freddo umido di una strana notte di inizio primavera, e, quando arriva, il suo sole è così forte che dimentichi la pioggia che ti sta facendo colare il rimmel sulle guance.
L'uomo innamorato è ammantato di luce. Di magia. Di piccole cose speciali.
Salta sotto la pioggia del corso più affollato della città in un pomeriggio di fine Dicembre. Afferra la vecchia signora che sta comprando il giornale e la travolge in un valtzer improvvisato in mezzo a una piazza. Ruba una rosa dal bouquet di una sposa per donarla alla donna che ama. Lascia tutto per rincorrere le nuvole dei sogni che hanno il suo nome. Annega nel bicchiere di occhi color del cielo. Si perde tra le file di un supermercato ad assaggiare caramelle nel tentativo di capire quale di quelle gommose alla banana sia proprio quella che lei preferisce. Prende la macchina e fa seicento chilometri dopo un viaggio di cinque ore in aereo solo per poter dormire tra i capelli del suo amore. Si alza alle tre del mattino perché da solo non riesce a dormire, e va a citofonare al portone della sua luna portandole croissant caldi e un girasole. Apre le porte del suo lettino stretto ad un corpo che sembra il suo, e passa la notte a guardarla dormire, accarezzandole i capelli con dolcezza.
L'uomo innamorato non dorme e non è sveglio: vive di un sogno che non si spegne mai. L'uomo innamorato è ubriaco di pianeti e di emozioni. Profuma di stelle e di sorrisi.
L'uomo innamorato è folle, ingenuo e spontaneo come un bambino. E' una canzone d'amore sussurrata con il cuore in mano. E' una scatola di cioccolatini sbocconcellati in un pomeriggio di pioggia.
L'uomo innamorato è poesia allo stato puro. E' il tutto in potenza. E' una tempesta di buonumore che ti spalanca l'anima e ti regala speranza. E' la gioia del dare senza chiedere nulla in cambio. Del prendere un bruco in mano e ammirarlo esplodere nei colori vivaci di una farfalla.
L'uomo innamorato è fulgore. E' luce e gioia di un cielo terso di aprile. E' un piccolo dono di cuore. E' un gesto stupido che diventa un dialogo privato tra due anime. E' il rito che nasce. E' una motocicletta che si va a schiantare contro un muro alla massima velocità, incurante di quello che sarà dopo: l'importante è bersi ogni momento, e a culo tutto il resto!!
Ringrazio il mio uomo innamorato. Ringrazio le parole che ci siamo scambiati, che mi hanno personalmente portata a un gradino superiore di comprensione. Che mi hanno regalato una dolce notte a cavallo di sogni e speranze.
Tesoro, anima pura, mio amato sognatore, il tuo ciclo ricomincia. Hai le tue carte da giocare, incallito, romantico poeta.
In bocca al lupo!
Morgana
March 27 Souvenirs tachésDiamo aria alle stanze di questo spazio. Facciamo entrare il freddo vento di primavera, che riempia ogni angolo e porti via la polvere, inondando tutto di luce. Coloriamo le pareti ingiallite di un intenso azzurro.
Sto tornando. Con il mio solito improvviso e repentino. Con i miei balzi avanti, le mie marce ingranate, i miei gradini saliti in un balzo.
Credo che sia difficile capire quanto è fragile il castello di sogni che la gente costruisce su di noi. A volte basta una frase, una disattenzione, un gesto a far crollare tutto. Con la stessa facilità con cui un bambino fa scoppiare una bolla di sapone. Improvvisamente, si svela una verità che eravamo riusciti a nascondere, e viene fuori quello che c'è dietro quel velo, che di poetico, romantico, angelico ha ben poco.
Prendo le mie illusioni e le pongo delicatamente nel cestino. Senza rabbia o disinteresse. Come si fa con un paio di scarpe tanto amate che ci hanno servito per tanto tempo. Con amore accompagno ciò che è inutile all'oscuro riciclo del mondo.
E' la seconda volta in poco tempo che i miei miti si sporcano di fango. Volti amatissimi prendono in mano la fuliggine e se la spargono sul viso, come antichi guerrieri prima di una battaglia. Non so quale canzone dei Biofonia dice una frase che amo: ti svelo, ma non ti conoscerò. Chissà quanto (poco?) c'è di vero in quello che conosco delle persone che amo. Chissà quanto c'è di mio nella loro immagine sfolgorante. Del mio inevitabile e ingenuo colorare di bello tutto quello che mi circonda, col rischio di rimanere delusa. Ma rischio. Ne vale sempre la pena. Anche quando la verità viene a galla con i suoi schiaffi amari. Anche quando quello che resta delle mie foto in controluce è solo il sapore amaro di un sogno interrotto dal suono della sveglia.
Rimetto la mia mercanzia sul banco. E' qui, se qualcuno la vuole. E' amore. Dedizione. Fiducia. Difficoltà. Verità. Crescita. Adattamento. Poesia. Musica. E' quello che il mio velo non nasconde, perchè ho la dannata mania di non avere segreti: sono quello che sono, nel bene e nel male, in continuo divenire, e non credo di riservare spesso brutte sorprese, anche se a volte capita anche questo.
In cambio non chiedo molto. Una carezza, un po' di attenzione, un po' di dannata sincerità. C'è qualcuno disposto a fare un'offerta?
Morgana.
March 26 Quello che ho.E chi lo ha detto che non mi è rimasto niente?!
Ho la musica che canta col mio cuore.
Ho il tesoro che ho trovato in fondo all'arcobaleno.
Ho i profumi e le emozioni che mi stanno crescendo dentro come bambini.
Ho le mie capacità.
Ho la forza con cui credo in me.
Ho la certezza che il miglior modo di amare sia avere fiducia e credere in chi ti sta accanto.
Ho le mie notti insonni.
Ho le mattine in cui saltello per la casa come un grillo cavalcando il mocio vileda in un valtzer privato.
Ho le mie piantine da curare, che non temono la morte e la malattia e si abbarbicano tenaci al loro angolino di terra come faccio io con la mia vita.
Ho la mia famiglia.
Ho il prato verde pieno di margherite e i colli che mi hanno vista crescere.
Ho i miei libri. E non solo da leggere.
Ho le mie candele e la mia cannella.
Ho le mie basi su cui scrivere canzoni e volti amici che sono entusiasti del risultato - o che non lo sono, ma questo è il bello del gioco.
Ho volti che riconosco dalla luce.
Ho note che si innalzano in un pomeriggio triste e scaldano il cuore.
Ho i ricordi, che a volte non vorrei, ma che sono la mia ricchezza tanto quanto lo è il mio presente.
Ho sempre, innegabile, la voglia di mettermi in gioco e di amare follemente, fino a perdermi.
Ho il coraggio di affrontare i muri senza frenare.
Ho la forza di rialzarmi e di curare le ferite, senza bisogno di nessuno che mi raccolga.
Ho la voglia di prendere tutte le energie negative di questi giorni e incanalarle in un mare di bene.
Ho voglia di credere in quello che ho fatto e in quel che farò.
Ho voglia di essere finalmente giusta, non per qualcuno, ma per me stessa, e credo di essere sulla buona strada.
Ho finalmente una meta, che mi cresce dentro e aspetta solo che qualcuno voglia coglierla, perché è una meta che ha bisogno degli altri per avere un senso.
Ho le righe scritte da qualcuno che conosco appena, che mi fanno sognare.
Ho un amico che mi chiama e mi urla "Ilaaaaaa!! Sono innamoratoo!!!". Grande Fà! In bocca al lupo!!
Ho...
Ho me stessa, cazzo, ho me stessa, e non mi perdo più, perché mi voglio troppo bene.
Morgana.
March 25 PluralismiPer vari motivi - di ispirazione, di crescita, di piacere - mi trovo a rileggere per la centesima volta un libro che non smette di farmi sognare: L'Alchimista di Coelho.
Nell'estremo egocentrismo e romanticismo che mi contraddistinguono, nella tensione ad essere migliore, a crescere, a sentire i segnali del mondo e ascoltare il cuore, mi sono sempre specchiata nel giovane coraggioso che prende in mano le redini della sua vita e corre a inseguire i suoi sogni.
Ma si può, in una storia, assumere più ruoli? Si può, in una vita, essere non solo il protagonista, ma anche altri personaggi? Posso essere contemporaneamente il pastore della mia vita, ma anche, per altri pastori, un elemento della loro storia?
Forse per qualcuno sono stata il negozio di cristalli. Un uomo è arrivato alla mia porta, bisognoso di lavorare, e ha trovato la mia mercanzia trasandata e polverosa. Ha iniziato a lucidare i cristalli che avevo dentro, intuendone la potenzialità. Li ha resi brillanti e bellissimi. Ha aperto le porte del mio cuore e ha fatto entrare il sole, riempiendo le mie stanze di aria nuova. Ha allestito un tavolino fuori, e ha iniziato a preparare da bere per gli avventori. Alcune persone, attirate dalla notizia che nel negozio si assaporava un buonissimo thé servito in meravigliosi cristalli, si sono spinte assetate fino in cima alla salita dove mi trovo per provarlo di persona. Dopo aver compiuto la sua opera, dopo aver appreso che con l'amore e la dedizione al lavoro si possono ottenere grandi risultati, l'uomo ha reso la gestione del negozio al suo padrone e ha proseguito per la sua strada.
Forse, per qualcuno, sono stata - e una parte di me spera di essere ancora - la donna del deserto. Quando ci siamo scorti per la prima volta, in mezzo a un'aia odorosa in un pomeriggio di luglio, qualcosa ci ha detto che la nostra vita era destinata l'uno all'altra. Per qualche istante, il pastore ha pensato che fossi proprio io il tesoro del suo sogno. Dopo aver sostato per il tempo necessario nell'oasi accanto all'alchimista, e aver appreso tutto il necessario, il pastore si è ricordato che il tesoro del suo sogno non era nell'oasi, ma sotto le piramidi d'Egitto. Ha salutato gli occhi pieni di notte della sua amata e ha continuato il suo cammino. La donna, una donna del deserto, abituata a veder partire gli uomini e a non sapere se sarebbero mai tornati, ha continuato la sua vita attendendo il suo ritorno. Nel suo sogno aveva visto che sarebbe dovuta rimanere nel luogo dove era nata, e che il suo tesoro, al momento giusto, sarebbe tornato da lei.
O forse sono solo una stupida, che cerca nella sua vita e in libri che raccontano solo sogni un significato a ciò che non riesce a capire. Forse sono solo una ragazza nemmeno più tanto giovane - come testimoniano le zampe di gallina attorno agli occhi - che non riesce, nonostante questo, a smettere di sognare e di lottare per essere felice. Forse altro non sono che la ragazza che ieri sera ha chiuso un libro nelle cui pagine si è immedesimata, e ha dimenticato che la sua vita non è tra quelle righe, ma su questa terra. Che le sfide da affrontare hanno meno magia di quelle che un bravo scrittore ha saputo inventare per il suo pastore. Che non tutto ha un perché, che non tutto ha per forza un significato, che non tutti gli uomini agiscono col cuore.
Ma non sono io a parlare, ora. Chi pronuncia queste parole è il veleno che è stato seminato dall'angelo della morte, che, a tratti, torna prepotente a chiedere il conto.
Il mio vero essere è in cima ad una collina, con i suoi cristalli ben in mostra, ed offre thé ai viandanti che si avventurano nelle sue stanze, e non vanifica il lavoro che il buon pastore ha fatto per renderlo migliore. Il mio vero essere sta cantando la sua vita in una gaia quotidianità fatta di viaggi al pozzo e pane impastato, in attesa che il pastore, o l'amore che esso rappresenta, ritorni.
Morgana. March 19 Prima del temporaleSono giorni che alcune parole mi girellano per la testa.. è il testo di una vecchia canzone che era sepolta nelle pieghe della memoria e che un breve accenno che ho -mio malgrado - ceduto a sbirciare ha riportato a galla, vivida come il sole che brilla in questa giornata di fine inverno. Una canzone che profuma della pelle della mia mamma che, quando ero piccola, mi consumava le orecchie con questo e con altri meravigliosi cantanti italiani.
Sarà perché vorrei tanto che quell'accenno fosse stato per me.. sempre nel volere quello che non puoi, eh, Morgana? Sempre a guardare a quello che non hai più, e mai a quello che hai avuto e che hai e che avrai. Ma passerà, è solo la marea che si alza e che, tra qualche istante, se ne sarà andata, come le note di questa canzone.
Beh, che quell'accenno la dedichi a chi reputa degno. Io la dedico forse a lui - perchè purtroppo amo e non posso non offrire tutto quello che ho come ho già fatto mille volte - o forse a me stessa, perché la cura che non ho più me la sto regalando da sola, e cresco come un virgulto in terreno fertile. Lo dico anche con un po' di sfida. Non ho più il mio amplificatore, ma sto affinando l'udito. Tutto ha un senso che si legge nelle spire del tempo, che fugge non solo per me, ma anche per chi mi ha abbandonato. E porta voci nuove e fresche che regalano qualche vibrazione al cuore. Un film stupendo e carico della più dolce delle poesie. Nulla di che. Solo una piccola breccia, che però mi aiuta a rialzare la testa dopo un paio di giorni un po' bui.
Prima del Temporale.
Questo fiume silenzioso
che ci porta più lontano, non sarà percorso invano se tu partirai con me. Se la notte si avvicina, io ti voglio avere sveglia; sulla luce che ti abbaia io ci metterò un foulard. Ci sarò, quando vorrai chiamarmi io verrò e per addormentare te io ti potrò cantare quello che vorrai sentire. Ci sarò, prima del temporale io verrò, per ripararti sulla via io ti potrò coprire ed aspettare il sole che verrà non avremo freddo più. Mentre passano stagioni che trascinano ricordi, non è detto che sia tardi se non guardi che ora è. Tra i percorsi accidentati che ci possono cambiare, c'è una foto da guardare: quelle faccie siamo noi. Ci sarò, dentro alla nostra stanza ti dirò tutte le favole che so, ma le farò cambiare inventando un lieto fine. Ci sarò, prima del temporale porterò questo impermeabile che ho e ci nasconderemo ad aspettare il sole che verrà; non avremo freddo più. Ci sarò, prima del temporale riuscirò a rimanere qui con te. Io resterò in silenzio ad aspettare il sole che verrà; non avremo freddo più, non avremo freddo più E. Ruggeri.
E Morgana. March 12 Il mare d'invernoIl dolore è un mare d'inverno. Bigio e scuro, limaccioso e freddo. Improvvisamente inizia a montare come una mareggiata. Si gonfia nel vento e si infrange in spruzzi che raggiungono altezze di decine di metri. La sua forza è incontrollabile. Nulla può calmarlo, se non il tempo.
Il mio cuore è una spiaggia marzolina, con le cabine scrostate le cui porte coperte di salino scricchiolano su cardini arrugginiti, vittime della potenza delle acque che si abbattono su di loro. Può solo aspettare che la tempesta finisca, e godersi la pace tra quella passata e la successiva. Sorridere all'immagine tenera della ragazza esile che si spinge a passeggiare sulle alghe che odorano di profondo e si ferma a guardare l'orizzonte stringendosi in un ampio maglione scuro.
Sto imparando a conoscere il dolore. Lo prendo per la mano, come un ospite sgradito che devo per forza accettare al mio tavolo. Devo ammettere che più lo conosco, più la sua compagnia diventa meno insopportabile.
E' un'emozione. Come la gioia, la tristezza, la tenerezza, la rabbia. E come tale devo imparare a conviverci. E sto scoprendo che, nonostante la sua presenza, posso essere felice. Il mio cuore accetta gli attacchi del mare e li affronta a testa alta. So che questo inverno mi renderà più forte. So che uscirò da questo momento con una consapevolezza nuova. So che non sarei una spiaggia se non avessi il mare, e che non avrei senso senza quell'amore che, a volte, mi si rivolta contro e mi mette in ginocchio. Il dolore è parte della mia vita, è parte di quell'amore che è la ragione che ho per vivere.
Ricaccio indietro l'odio irrazionale delle bestie ferite. Chi mi ha fatto male lo ha fatto per se stesso, per essere felice, e io lo rispetto proprio in nome di quell'amore che mi vive dentro come un bambino che cresce nel ventre di sua madre. L'odio non è un sentimento che posso accettare. L'odio chiama odio. Continuo ad amare e a pregare per lui, perché la sua anima voli alta e serena in cieli che non posso condividere.
Mi sento diversa. Mi sento grande, enorme, mastodontica nella dignità del momento. Mi sento PIENA. Il mio animo trabocca di consapevolezza, di scoperte che voglio curare come piantine e far crescere finché non diventeranno parte integrante del mio dna. Mi sento forte, so di essere in un cammino di mattoni gialli e di avere un bel paio di scarpe rosse che mi aiuteranno a sconfiggere gli ostacoli che troverò per strada. Di avere finalmente una meta, una città da raggiungere.
Nell'intuizione del momento, nella carezza imprevista ad un tenero cucciolo per strada, sento il fiorire della vita. Sento la voglia di essere viva e di donare la vita come atto di amore che permetta a un altro essere di assaporare la mia stessa felicità. Mi sento grande.
La vita di un anno fa, fa parte di un mondo che non è più mio, di una persona che è solo un'ombra dalle ali sbiadite.
Chiudo gli occhi nella magia di quest'alba, e mi lascio cullare dal suono della risacca. Non ho paura. L'estate è vicina.
Morgana
March 06 Una finestra sul cieloMi sento galleggiare.
Sospesa tra due battiti di cuore.
Nello spazio tra due respiri.
Mi sento in una stanza di passaggio.
In un posto che non ha nome, nel limbo tra i ricordi e il futuro.
Sull'orlo del baratro, indecisa se cadere o spiccare il volo.
Aspetto un segnale.
Mi arriva oggi una canzone. La musica, la mia forza.
Me l'ha mandata mia sorella, ha detto che le ricorda me. Mi sciolgo nelle lacrime di chi si reputa troppo fortunato ad avere persone così, accanto.
Anche se non amo quest'artista, oggi, questa canzone mi dà la forza per decidere di andare su, di non lasciarmi risucchiare da quello che sto incredulamente subendo.
Mi alzo con fatica da questa caduta, scuoto via la polvere dalle ginocchia sbucciate, tiro su la testa, fiera, e guardo verso il cielo.
Oggi, come tante, tantissime altre volte, mi hai dato il coraggio per avere fiducia. Per far si che la speranza sia più forte dello sconforto. Apro la finestra che mi hai donato. Grazie, piccina. Ti voglio bene.
Così ogni volta che
basterà un rumore un colore un odore a farmi ricordare che vivere era tutto un altro affare Così ogni volta che mi imbarcherò in qualche avventura pensando di avere una chiave ma chi sa poi per quale serratura Cosi ogni volta che camminado sul ghiacci fragile dei miei pensieri io mi ritroverò planando come un gabbiano tra i ricordi di ieri Aprirò una finestra sul cielo e punterò il dito pensando l'universo non si ferma per un amore finito Aprirò una finestra sul cielo con gli occhi puntati giusto un pò più la dei miei sogni finiti naufragati Così ogni volta che basterà una parola una frase o una battuta storta per volere lasciare il mondo fuori dalla porta Così ogni volta che sovrapensiero qualcuno
si troverà il tuo nome appicicato tra le righe di un discorso mai finito Così ogni volta che respirando sul filo teso di un emozione io mi ritroverò tremando come una foglia di fine stagione Aprirò una finestra sul cielo e punterò il dito pensando l'universo non si ferma per un amore finito Aprirò una finestra sul cielo provando a guardare giusto un pò più la dei miei sogni finiti a naufragare Così ogni volta che basterà un soffio Io aprirò una finestra sul cielo... Aprirò una finestra sul cielo provando a guardare giusto un pò più la dei miei sogni finiti a naufragare Così ogni volta che... I. Grandi - La Finestra
March 03 Come sei veramenteVorrei fare un punto della situazione. Vorrei mettere un ferma immagine su una persona che amo. Vorrei potergli dire quanto ho dentro prima che queste cose se le porti via il tempo. AVVISO PER CHI LEGGE: Quanto sta per essere scritto è una spremuta del cuore della Fata Morgana, una manciata di stupidi ricordi dedicati ad una persona che ho conosciuto e che mi ha riempito l'animo di bellezza e di spruzzetti di sole. E' la mia arma di oggi, è il mio amore, che è Forte come la Morte ed oltre la morte credo che andrà. Perché la Fata Morgana ha amato, ha amato con ogni singola cellula della sua anima e del suo corpo. E ama ancora, di un amore così forte da spezzare il cuore. E' qualcosa di strettamente personale. Abbiatene cura. Questa è per te. Come sei veramente. Sei una carezza di mani gentili che vestono di luce il mio corpo nudo. Sei un filo rosso che svolge in dolcissime note le fibre del mio pensiero. Sei una carica di energia che mi fa volare in alto, tra le stelle e i pianeti. Sei il sole, e io, pallida luna, brillo grazie a te. Sei la mia pace e il mio equilibrio. La spalla sulla quale mi appoggio per respirare quando attorno non c'è nulla per cui valga la pena vivere. Sei la persona che più in questo mondo mi abbia sorretta e mi abbia amata. Sei la persona che ha saputo cogliere il seme e che lo ha fatto diventare fiore con la sola forza delle sue dolci mani. Tu sei il volto dell'amore, sei il mio amore. Tu sei le mie emozioni, la mia rabbia, il mio dolore, ma soprattutto sei la mia musica, la mia gioia. La mia bellezza. L'unico uomo che mi abbia guardata con gli occhi del cuore. Sei una giornata di elementi in mezzo ad acque fumose, in cui ho pensato veramente di perdermi nei tuoi occhi. Sei un profumo che mi annebbia la vista e mi fa perdere il controllo. Sei un pomeriggio di sole al tramonto in mezzo ad una collina di ulivi. Sei un mattino di primavera su un prato, con la tua stupida coperta pelosa. Sei mani che hanno dato suono ai miei pensieri in un freddo pomeriggio di fine gennaio. Sei la forte colonna del collo a cui mi aggrappo per sentirmi salda. Sei i miei sogni e la mia certezza. Sei la danza del mio amore, sei il dolce piacere, sei la scoperta di poter condividere assieme una piccola magia, di potersi guardare negli occhi e capirsi senza dover dire nulla. Tu sei il giorno dopo giorno che vorrei diventasse la mia vita. Sei le mie farfalle nello stomaco, sei il mio saltellare in un giorno di pioggia, sei un braccio che mi cinge forte sotto un ombrello, e che lì sotto illumina di sole mentre tutto il resto del mondo si bagna, sei la timida imbranataggine che tanto amo, sei i mezzi impegni e le parole non dette, sei un mistero che mai capirò, ma che amo come amo il sole. Sei la tua testa appoggiata sul mio seno in una mattina di musica, sei la nebbia della nostra prima notte insieme, così clandestini, così ferocemente consci della follia dei nostri gesti, ma così perdutamente innamorati. Sei una notte segreta in due sacchi a pelo vicini vicini, sei un tuffo nelle acque fresche di un mattino e la consapevolezza che la mia vita stava cambiando. Sei la voglia di rimettere in gioco un cuore massacrato e darsi al cento per cento, correndo ogni rischio, perché il presente ti sta dando così tanto da non poter ammettere mezze misure. Sei la voglia di condividere tutto, di non avere segreti, di fidarsi di nuovo ad occhi chiusi, di lanciarsi nel vuoto mano nella mano. Sei la mia armonia. Sei mille piccole cose che sto cullando nel cuore. Mille dolci sfumature che non ho la capacità di mettere in frasi, anche se tutte queste parole sono solo un dettato dell'anima del mondo. Non ci sono parole abbastanza profonde che possano esprimere quello che sei per me. Ho paura di perderti, nella nebbia dei giorni. Scrivo queste cose per ricordare per sempre quello che sei. Come ti vedo, dal basso della mia pochezza. Come sei veramente. Per me. Con infinito amore, Morgana. |
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