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    April 28

    Desmofatine - Atto N

     
    Ci sono giorni in cui il rumore è tanto forte da impedire di sentire quello che ci succede dentro. Le paure bussano tutte alla porta assieme alle incertezze, alle incapacità di reagire, alle paure inutili e infondate. Eppure dovrebbe essere un momento facile, tutto è scivolato via, come acqua sotto il mio ponte, sono passata sull'altra sponda e la giornata è calda e piena di sole. Che cosa sta succedendo? Perché questo tuffo costante al cuore?
     
    Un due tre .. puff, Un due tre .. puff come un metronomo beffardo che segna quattro quarti con un colpo di cassa in mezzo allo sterno.
     
    Ci sono giorni, interi periodi così, eppure il mio guerriero interno ha tutte le armi necessarie per tornare a sorridere, ma il sonno è più forte e il serbatoio mezzo vuoto ha un odore forte di stantio che impedisce di vedere i chilometri che restano da percorrere.
     
    Questa non è solo una pausa. Questo è un momento in cui tutto torna in discussione. In cui le TROPPE cose diventano un peso insostenibile, in cui gli abbandoni subiti da qualcuno che ha deciso di giocherellare un po' troppo con la sottoscritta iniziano a pesare come un macigno. In cui non ci sono colpi di scena, tutto è sempre uguale a se stesso, come un cielo plumbeo che non vuole decidere se aprirsi o scatenare un inferno. In cui la gente ha facce brutte, in cui questo sole non ha motivo di splendere.
     
    Ma chi sono io? Quale delle tante me è questa? Quella che non mi piace. Quella che, ogni tanto, viene fuori, in questa fine aprile più dura delle corna del toro a cui appartiene, nei giorni a venire che potrebbero essere magici o terribili, e il bello è che dipende solo da me.
     
    Qualcuno, qualche dannato angelo, vorrebbe venire a prendermi per mano?
     
    Per favore. Oggi ne ho proprio bisogno.
     
    Lo sto chiedendo per favore.
     
    Morgana.
     
     
    April 24

    La guida

     
    Portami su strade disegnate che non ho trovato..
     
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    Un ringraziamento speciale a Mirko "Superbura" per le bellissime immagini.
     
    Morgana per gli Enima.
    April 22

    In pausa...

    Come ho scritto a un caro amico, a un angolo sempre più tenero del mio cuore, mi sento
     
    "In pausa"
     
    Non c'è avanti, non c'è indietro. Come in un deserto senza passato né futuro.
     
    "In pausa".
     
    Morgana.
    April 14

    I Pilgri

    Ci sono dei giorni in cui l'alchimia degli elementi raggiunge vette insperate. Giorni che si preavvisano faticosissimi (e che effettivamente lo sono), che passano in un batter di ciglia tra risate a cuore aperto.
     
    12 aprile 2008 - The Pilgrims Gospel Choir a Legnago (VR).
     
    Situazione difficile, trasferta, pubblico sconosciuto, il Maestro a casa.
     
    Il sole.
     
    I mie compagni sono un sole, una sfera di energia che mi trascina ed esplode, un fiume che ti porta via tra risate e tremiti. Adrenalina, la Stella del Vespro al petto, sentirsi parte di qualcosa di grande, fragile, equilibrato, coraggioso, solidale, sorridente. Ingrediente di una magia che corre anche al di fuori, riportando visi dimenticati nel tempo, che si riconoscono come una folgore e che spruzzano luce insperata.
     
    Il concerto più bello della mia vita. Anche perché non capita spesso che una cantante gospel "vera" voglia duettare con un coro di dilettanti bianchi. Un inchino alla potenza e al brivido che la voce magica di questa donna ha saputo creare dentro di me..
     
    You just call out my name,
    And you know whereever I am
    I'll come running,
    To see you again.
    Winter, spring, summer, or fall,
    All you have to do is call
    And I'll be there, yeah, yeah, yeah.
    You've got a friend
    .

     
    Uno dei giorni più belli. Con la giusta colonna sonora, la giusta serenità nel cuore, e anche, perché no, scogli che pensavo più difficili da affrontare. Ombre che scivolano via come acque sulle pietre levigate, e il mio cuore che urla ASCOLTAMI!, ma ora non è tempo, ora è tempo che tu taccia e che il sorriso mi rimanga sul viso come è giusto che sia. E' il momento della serenità, dei progetti, della calma che irradia da ogni poro, di aspettare che le cose divengano e si trasformino, e per cose intendo le situazioni fastidiose, ortodossia esistenziale. Che non intaccano quest'entità di cui faccio parte, che per alcuni è solo un coro, per me è una vera e propria famiglia da amare e a cui dare per il semplice gusto di dare. Volti sorridenti che mi stanno riempiendo la vita di emozione, che mi aiutano a convogliare l'anima verso qualcosa di grande, a comprendere che sono solo una voce che fa parte di una voce più grande, semplice metafora della vita.
     
    Grazie, Pellegrini.
     
    P1010010
     
    13 aprile 2008 - The Pilgrims Gospel Choir a Cavriglia
     
    Che dire.. stanchi e sfiniti, emozionati come bambini, ma.... ingrassati dieci chili, abbiamo vinto la bandiera della data.. e, anche qui, col sorriso.
     
    Nobody! Nobody! Nobody! Nobody NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!
     
    Con il massimo amore e il più sincero ringraziamento,
     
    La capacora.
     
    April 11

    Non si vede bene che col cuore: l'essenziale è invisibile agli occhi

    Vorrei trascrivere come un amanuense gentile alcune pillole di dolcezza.. lo sguardo innocente di un bambino che qualcuno ha riportato a me tenendolo per mano, in una tarda notte di aprile.
     
    <<Se qualcuno ama un fiore, di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle, questo basta a farlo felice quando le guarda.
    <<E lui si dice: "Il mio fiore è là, in qualche luogo"
    <<Ma se la pecora mangia il fiore, è come se per lui, tutto a un tratto, tutte le stelle si spegnessero!>>
     
     
    <<Che cosa vuol dire "addomesticare"?>>
    <<E' una cosa molto dimenticata. Vuol dire "creare dei legami">>
    <<Certo>>, disse la volpe. <<Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E io non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. [...] Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo. [...] Se tu mi addomestichi la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò il rumore dei passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo mi farà uscire dalla tana come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano che è dorato mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano..>>
    [...]
    <<La colpa è tua,>> disse il piccolo principe, <<io non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..>>
    <<E' vero>> disse la volpe.
    <<Ma piangerai!>> disse il piccolo principe.
    <<E' certo>> disse la volpe.
    <<Ma allora che ci guadagni?>>
    <<Ci guadagno>>, disse la volpe, <<il colore del grano>>.
    Poi soggiunse:
    <<Va' a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo.[...]>>
    Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
    [...] <<Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente. [...] Voi siete belle ma siete vuote. [...] Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte. [...] Perché lei è la mia rosa.>>
    [...]
    <<Addio>>, disse la volpe. <<Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi. [...] E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante. [...] Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa...>>
     
     
    Mi sentii gelare di nuovo per il sentimento dell'irreparabile. E capii che non potevo sopportare l'idea di non sentire più quel riso. Era per me come una fontana nel deserto.  [...]
    <<Quello che è importante non lo si vede... [...] E' come per il fiore. Se tu vuoi bene a un fiore che sta in una stella, è dolce, la notte, guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite. [...] Guarderai le stelle, la notte. [...] La mia stella sarà per te una delle stelle. Allora, tutte le stelle, ti piacerà guardarle.. Tutte saranno tue amiche. E poi ti voglio fare un regalo...>>
    Rise ancora.
    <<Ah! ometto, ometto mio, mi piace sentire questo riso!>>
    <<E sarà proprio questo il mio regalo...[...] Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!>>
     
    Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry
    April 08

    A te..

     
    Fatemi essere banale, scontata, ovvia, tragicamente romantica, infantile e stupida.
     
    Fatemi scrivere una canzone che tutti hanno già citato e scritto, di un autore che non mi piace ma che in queste parole ci ha spappolato il cuore.
     
    Fatemela dedicare a me stessa, a chi voglio io, ai miei ricordi, a chi non c'è più, a chi tradisce la fiducia, a chi ama con tutto il cuore senza protezioni, alle voci da accarezzare nelle notti di sogni, alle scoperte, al sentimento dell'altro.
     
    Fatemi chiudere gli occhi e lasciatemi volare come se nulla fosse stato, come se il tempo si fosse fermato, per qualche stupida manciata di minuti.
     
    A te.
     
    A te che sei l’unica al mondo
    L’unica ragione per arrivare fino in fondo ad ogni mio respiro
    Quando ti guardo dopo un giorno pieno di parole
    Senza che tu mi dica niente tutto si fa chiaro
     
    A te che mi hai trovato all’angolo coi pugni chiusi
    Con le mie spalle contro il muro
    Pronto a difendermi
    Con gli occhi bassi
    Stavo in fila con i disillusi
    Tu mi hai raccolto come un gatto e mi hai portato con te
    A te io canto una canzone
    Perchè non ho altro
    Niente di meglio da offrirti
    Di tutto quello che ho
    Prendi il mio tempo
    E la magìa
    Che con un solo salto
    Ci fa volare dentro l’aria
    Come bollicine
    A te che sei
    Semplicemente sei
    Sostanza dei giorni miei
    Sostanza dei giorni miei

    A te che sei il mio grande amore
    Ed il mio amore grande
    A te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più
    A te che hai dato senso al tempo senza misurarlo
    A te che sei il mio amore grande
    Ed il mio grande amore

    A te che io ti ho visto piangere nella mia mano
    Fragile che potevo ucciderti stringendoti un pò
    E poi ti ho visto con la forza di un aeroplano
    Prendere in mano la tua vita e trascinarla in salvo
    A te che mi hai insegnato i sogni e l’arte dell’avventura
    A te che credi nel coraggio e anche nella paura
    A te che sei la miglior cosa che mi sia successa
    A te che cambi tutti i giorni e resti sempre la stessa
    [...]

    A te che non ti piaci mai
    E sei una meraviglia
    Le forze della natura si concentrano in te
    Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
    Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
    A te che sei l’unica amica che io posso avere
    L’unico amore che vorrei se io non ti avessi con me

    A te che hai reso la mia vita bella da morire
    Che riesci a render la fatica un immenso piacere
    [...]
     
    Lorenzo Cherubini.
     
    April 03

    Tutto l'amore del mondo nelle mie dita (G. Allevi)

     
    Ci sono giorni che segnano violentemente il cammino. Ci sono rivelazioni che sporcano i ricordi e ti permettono di passare al gradino superiore con la forza di un gancio che ti lascia sorpreso a massaggiarti la mascella.
     
    C'è la facoltà di accasciarsi al suolo e piangere per il dolore oppure alzare la testa e continuare a ridere, se non altro per tutte le cose belle che la vita continua a regalare.
     
    Ci sono posti, in questa città adottiva, che sono diventati miei. Il mio preferito è il Mio Giardino Segreto. Si trova alle pendici della Volterrana – si, sempre Lei – appena lasciato il Galluzzo. Salendo per poche centinaia di metri c’è una fermata delle corriere che portano a San Casciano. E il mio angolo di paradiso.
     
    All’entrata si trova un cartello che recita "Giardino per i bambini e per gli anziani". Io non sono bambina, cioè, non lo sono anagraficamente, la mia anima di fata lo è ancora e spero lo sarà fino a quando sarà in circolo in questo mondo. Non sono nemmeno anziana, anche se credo presuntuosamente che una parte di me sia un po’ più saggia di tante persone che camminano su questa terra e hanno più anni di me. Ma quel giardino è per me. Pieno della magia di un mattino che ha un anno, di un amore che mi ha fatta crescere.
     
    Qualche volta, mi regalo di perdermi tra le margherite e i denti di leone, di sentirmi bella a contatto con la grande Madre Terra, anche se sono seduta in due metri quadri di paradiso e attorno a me c’è solo grigio e cemento, anche se bella non sono. Non ho mai visto nessuno in quel giardino – perché forse nessun bambino si sente abbastanza bambino, e nessun anziano abbastanza anziano da rischiare entrare in un territorio così fortemente direzionato - solo la panchina di pietra che ti guarda solinga, coperta di un sottile strato di muschio.
     
    Sabato era un giorno così bello da farsi un regalo. Mi sono seduta al tepore del sole e ho divorato duecento pagine di emozione assorbendo le meraviglie di un animo che riesce a suonare come il mio, vivendo i suoi sogni e tifando con lui, nell’ennesima prova che se una persona crede non può non riuscire. Che non sono l’unica persona al mondo che non ha armi se non il suo cuore e la sua fede. Mi sono sentita parte di una rivoluzione che vedo brillare negli occhi dell'idea che mi sussurra nella notte, che ho sentito nel collo forte dell’angelo bianco che mi ha sorretto, che vedo nella luce accecante di anime sorelle che mi sono trovata accanto. Mi sono sentita felice.
     
    Sono felice.
     
    Fino a quel pomeriggio avevo pensato che la felicità potesse risiedere nell’amore per una persona, ora intuisco che forse la felicità è nell’amore e basta. Non dipende da nessuno all’infuori che dalla nostra personale capacità di amare. L’amore dà la forza a queste mie mani di scrivere, l’amore muove le mie braccia e mi fa svegliare nel cuore della notte con un’idea. L’amore è molto più di quello che ho sempre creduto, e lo capisco ora. Io amo l’amore, e vorrei amare qualcuno e con quel qualcuno perdermi nei più alti cieli della reciproca comprensione, ma capisco oggi che l’amore non ha bisogno di un partner. Io l’amore lo ho dentro, è lui il grande artefice della mia crescita quotidiana. Mi sento artefice di me. Mi sento di non volermi fermare. Sento che la mia prima guida mi ha abbandonato, ma io non mi voglio scoraggiare: ho un cammino davanti, e sono fiduciosa che, tra poco, altre strade si dipaneranno di fronte ai miei occhi, e altri volti amici mi aspetteranno per farmi compagnia nel viaggio. Ho fiducia che chi arriverà sarà importante come chi è venuto prima. Ho fiducia che il cammino che ho iniziato per mano sua, per quanto possa essere macchiata la sua immagine oggi, non lo abbandonerò. Sono sicura di essere parte dell’era dell’emozione, e di poter trovare accanto a me persone che parlano la mia stessa lingua, e di poter dialogare con loro con la forza della poesia. Sono convinta che la strada che ho scelto e che ogni giorno scelgo, che è quella che mi obbliga a voler stare bene e a dare un senso alle giornate, è quella giusta. Ci sono i sassolini sul cammino, i segni che voglio continuare a percepire, per giungere finalmente al castello di luce che ho sognato.
     
    Questo post è il libero adattamento di una conversazione privata e tanto cara al mio cuore.
     
    Perché chi incrocia la nostra strada è un dono inaspettato, e ci permette di guardarci dentro e di vedere mille volti nuovi della nostra persona, di progredire nella comprensione, di entrare in stanze inusitate e rimanere senza fiato nella percezione dell'insperata bellezza.
     
    Questa è per la mia idea, per il mio cuore che sussurra piano prima di andare a dormire, per i sogni che stanno lottando per avere un senso e per non essere più solo sogni.
     
    Morgana