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    May 29

    La Musica

     
    Vivo per l'emozione. Vivo per il brivido, per il tuffo al cuore, per l'impeto di amore. Per il dolore struggente, per la rabbia che devasta il cuore.
     
    Vivo per le tue mani che mi accarezzano la schiena, che mi scivolano addosso. Vivo per il tuo desiderio, per il tuo calore, per il tuo corpo.
     
    Vivo per la gioia, quella pura e cristallina delle risate che sgorgano dal cuore. Vivo per la pelle d'oca. Per lo sguardo degli amici che alzano con me la loro voce.
     
    Vivo. Mi emoziono. Vivo.
     
    La musica è per me la fonte più grande di emozioni, la musica scava e trova, modella, plasma, crea e distrugge. La musica è visione e pulsazione, battito di cuore, sangue nelle vene. E' espressione e gioia, dolore e pietà, la musica è tutto, e il suo contrario.
     
    Non esiste attimo nella mia vita che non sia accompagnato da una canzone..
     
    Domenica tornavo dalla mia città in auto. Ho messo un cd a caso. La canzone che ho sentito mi ha fatto venire la pelle d'oca, mi ha emozionato. Ciò che la musica mi regala, era lì. Non tutto (non si può riassumere l'infinito!), ma gran parte era lì.
     
    "La canzone è una penna e un foglio
    così fragili fra queste dita,
    è quel che non è, è l’erba voglio
    ma può essere complessa come la vita.
    La canzone è una vaga farfalla
    che vola via nell’aria leggera,
    una macchia azzurra, una rosa gialla,
    un respiro di vento la sera,
    una lucciola accesa in un prato,
    un sospiro fatto di niente
    ma qualche volta se ti ha afferrato
    ti rimane per sempre in mente
    e la scrive gente quasi normale
    ma con l’anima come un bambino
    che ogni tanto si mette le ali
    e con le parole gioca a rimpiattino.

    La canzone è una stella filante
    che qualche volta diventa cometa
    una meteora di fuoco bruciante
    però impalpabile come la seta.
    La canzone può aprirti il cuore
    con la ragione o col sentimento
    fatta di pane, vino, sudore
    lunga una vita, lunga un momento.
    Si può cantare a voce sguaiata
    quando sei in branco, per allegria
    o la sussurri appena accennata
    se ti circonda la malinconia
    e ti ricorda quel canto muto
    la donna che ha fatto innamorare
    le vite che tu non hai vissuto
    e quella che tu vuoi dimenticare.

    La canzone è una scatola magica
    spesso riempita di cose futili
    ma se la intessi d’ironia tragica
    ti spazza via i ritornelli inutili;
    è un manifesto che puoi riempire
    con cose e facce da raccontare
    esili vite da rivestire
    e storie minime da ripagare
    fatta con sette note essenziali
    e quattro accordi cuciti in croce
    sopra chitarre più che normali
    ed una voce che non è voce
    ma con carambola lessicale
    può essere un prisma di rifrazione
    cristallo e pietra filosofale
    svettante in aria come un falcone.

    Perché può nascere da un male oscuro
    che è difficile diagnosticare
    fra il passato appesa e il futuro,
    lì presente e pronta a scappare
    e la canzone diventa un sasso
    lama, martello, una polveriera
    che a volte morde e colpisce basso
    e a volte sventola come bandiera.
    La urli allora un giorno di rabbia
    la getti in faccia a chi non ti piace
    un grimaldello che apre ogni gabbia
    pronta ad irridere chi canta e tace.
    Però alla fine è fatta di fumo
    veste la stoffa delle illusioni,
    nebbie, ricordi, pena, profumo:
    son tutto questo le mie canzoni"
     
    F. Guccini, Ritratti
     
     
     
     
    May 28

    Lettera per un amico

     
    La scorsa settimana il mio Cuore ha perso un amico.
     
    Era inevitabile che, di riflesso, Fede tornasse da me.
     
    Mentre camminavo davanti al Carlo Felice, sabato pomeriggio, mi venivano in mente flash di momenti passati assieme. Genova, in ogni sua pietra, mi parla di te.
     
    Non so a cosa serva vivere. Non so se, per te, quello che hai fatto è stato "abbastanza", o se avrebbe potuto essere di più, e quanto.
    Non so se sei mai stato felice, se hai mai amato davvero, se hai mai detto "valeva vivere per questo", prima di addormentarti.
     
    Conosco però quello che mi hai lasciato. Conosco la tua Scuola e il tuo insegnamento, ed ogni giorno mi porto dentro un po' del calore che mi hai regalato. So che, se per te non ha avuto un senso, per me tu ne hai avuto, eccome! La tua eredità è enorme.
     
    So che ci sei ancora, che sei, forse, il bambino che mi sorride dalla carrozzella, la stellina che pulsa nel mio cielo..
    So che, prima o poi, ti reincontrerò, perché siamo l'uno dell'altra e perché era scritto che le nostre strade diventassero, anche se solo per pochi passi, una.
     
    So che quello che doveva essere non è stato, e questo soprattutto per colpa mia, e mi chiedo come avrei fatto se, a metà strada, ti avessi perso mentre ero al tuo fianco. Forse ti avrei raggiunto, o forse il tuo dono sarebbe stato ancora più grande. Sliding doors.
     
    So che vivi in me, e che vivrai finché io stessa cavalcherò questa vita. Vivi nel mio ricordo, e nell'affetto sproporzionato che ho per te, vivi nei miei gesti e nelle mie piccole scelte quotidiane.
     
    So che vivi, lo so perché ci credo, non importa quando e dove, in che forma e con che aspetto.
     
    Grazie, Fede.
     
    Ila
    May 21

    Contemporanea

     
    Ieri mi sono regalata una giornata. Chiusa tra le quattro mura della mia casa, eppure tanto libera, tanto serena.
     
    Pensavo. La sensazione è strana. Io sono qui, sdraiata sul divano, ripiegata nella mia intimità, a sentire il refolo dell'aria fiorentina che mi accarezza la pelle.
     
    In un altro luogo, nello stesso istante, Marco è immerso e sente il freddo pungente dell'acqua e il grido selvaggio dell'uomo primitivo scatenarsi nella caccia.
     
    Mio padre accarezza l'erba verde mentre raccoglie una pallina da golf.
     
    Uno sconosciuto a pochi metri da me potrebbe provare l'amore o il dolore più grande del mondo. Tutto nello stesso attimo.
     
    Che bello. Il mondo, in quello che per me è un istante, vive e gioisce di 6 miliardi di emozioni diverse. Quanta energia, quanta forza viene fuori da tutto questo.. Che meraviglia.
     
    Sorrido. Cercavo la pace, non credo di averla trovata, ma credo di aver di nuovo trovato un po' di amore, per me stessa e per chi ha diviso momenti speciali con me.
     
    Mor.
    May 15

    Cera

     
    Da bambina guardavo con ammirazione i mangiafuoco passarsi sulla pelle fiamme di torce incandescenti. Quando si avvicinavano, potevo vedere la cera spalmata sulla loro pelle sciogliersi e allargarsi in fiori dal bordo bruciacchiato.
     
    Vorrei avere quella cera. Vorrei spargerla sulla pelle e guardare ridendo i tizzoni ardenti che mi stanno arrivando addosso. Vorrei che le cose mi scivolassero addosso, come l'acqua sul letto di un fiume, come l'aria tra le mie nuove finestre...
     
    Speriamo di trovarla, da qualche parte. Per ora incasso colpi, e fanno male. Li incasso sul personale, perché più cerco di fare bene alla gente attorno, meno quella sembra capire qualcosa.. Tutti mettono in primo piano i loro bisogni, e non pensano che anche io ho i miei. Non lo accettano. Non lo contemplano minimamente nel loro panorama.
     
    Io sono stanca. Prima o poi la troverò, quella dannata cera.
     
    Marca Vaffanculo.
     
    Mor.
     
    May 09

    Un nuovo inizio

    Buongiorno a tutti.
     
    Il mio nome è Ilaria. 
     
    Alcuni, i più intimi, mi conoscono come Morgana.
     
    Morgana ha ricominciato. Ha annullato il passato, fatto di biasimi e ricatti, ha distrutto il suo fardello salvandone solamente preziosi insegnamenti. Fate e spartiti. Morgana ricomincia da zero.
     
    In un giorno speciale: quello del suo trasloco dopo una convivenza che si è fumata via due anni e mezzo della sua vita. In un giorno in cui nuove mura, nuovi odori, nuovi rumori lanciano promesse di vita.
     
    Morgana ha voglia di correre e di inalare l'aria inebriante dei giardini di maggio. Morgana ha voglia di unire la sua voce a mille in un canto di gioia. Di unirsi al grembo del mare sbriciolandosi in spuma e rocce. Di volare nel vento col le ali forti del gabbiano.
     
    Morgana è un'identità. E' una persona. Morgana ha sempre avuto un valore. La differenza tra ieri e oggi è che lei, oggi, questo valore, lo conosce.
     
    Morgana non ha limiti. L'unico limite è il cielo (e forse nemmeno quello).
     
    Morgana crede. Crede in se stessa, nel suo potere. Crede nelle cose, e le cose accadono. Crede nella natura e nella sua forza. Crede nel rincorrersi della vita. Crede che non siamo null'altro che significati. Per noi e per gli altri. Crede nelle anime antiche e nel miglioramento giorno dopo giorno*. Crede nel potere della serenità. Crede nella necessità di mettersi in discussione.
     
    Morgana apre le porte del cuore a chi le vorrà attraversare
     
    Benvenuti.
     
    M.
     
    *ringrazio gli autori di alcune delle citazioni riportate tra le righe di questo testo.. tanto amore!