| Morgana's profileMorganaBlogListsNetwork | Help |
|
June 25 Etats d'âmeSono stanca. Lo dico da mesi, ormai. Stanchissima. Non ce la faccio più.
Non è una questione fisica, la mia. Il mio corpo dorme e vive, mangia, riposa (ma mai abbastanza, mai nella totale tranquillità).
E' più un senso di disagio diffuso, un fastidio impellente e costante che mina la base del collo, mi fa venire i crampi ai polpacci, alla pancia, mi toglie il respiro e, soprattutto, la serenità. E' una sensazione di totale e devastante agitazione cronica. Di impotenza, di incapacità, di nervosismo, di fretta, di..
In realtà la cosa che ho la conosco benissimo, solo che non riesco a dare un nome che sia valido. Potrei chiamarla difficoltà relazionale. Si, ho problemi a gestire una qualsiasi relazione con un uomo.
Mi imbriglio in una serie di schemi che minano fortemente quello a cui il mio cuore agogna, e cioè la mia libertà. Scatto come una belva feroce contro qualsiasi cosa che suoni come "per amor mio lo dovresti fare"... Faccio per l'uomo che amo tutto quello che ho in cuore di fare. A volte posso regalare la vita, altre volte posso non dare nulla, e mi aspetto che entrambe le cose siano prese con uguale gioia, in quanto sincere.
E invece no. Subisco (e mal sopporto) costantemente richieste di cose, anche a prescindere da una relazione più o meno finita. Cose che dovrebbero dimostrare quello che già largamente ho dimostrato (ma non importa a nessuno quello che ho fatto prima, l'importante è quello che faccio ora!!!!), cose che vanno contro la mia volontà. E che devo o dovrei accettare volente o nolente per il bene dell'altro, che, ovviamente, del mio bene se ne sbatte il belino (scusate il genovesismo).
Mi sembra che il trend diffuso sia prendere prendere prendere anche quando non c'è più nulla da prendere e dare sempre il minimo. Non chiedersi mai cosa è giusto per le persone a cui vogliamo bene, non farsi mai da parte quando ci si accorge che l'altro sta solo male se continuiamo a comportarci in una certa maniera, e a pretendere certe cose.
Non ne posso più. Accumulo veleno a chili e sento la mia voglia di libertà che ruggisce sotto la pelle. Sono furiosa. Furiosa.
Forse non è difficoltà relazionale. Forse è solo quel briciolo di amor proprio che ho nel cuore che mi sta urlando BASTAAAAAAAAA!!!!!!!!
Forse è solo che sono stanca di dover qualcosa a qualcuno, di dover fare quello che gli altri si aspettano da me, di dover essere quello che gli altri vorrebbero che io fossi. E di non vedere mai un briciolo di amore in quei dannati occhi, solo maledetto biasimo.
Beh, si. Voglio il mio sogno. Voglio lottare per non essere infelice come i miei, come tutte le coppie del mondo. Voglio cambiarlo questo mondo di merda. Credo nell'amore, ci credo perché lo ho provato e lo provo. Voglio che l'amore porti via la mia vita e la faccia diventare speciale. Voglio perdermi in abbracci, voglio sentirmi speciale per la persona che amo. Voglio carezze e dedizione, voglio affetto e appoggio, voglio rispetto delle diversità e impegno negli incastri.
Qualcuno mi ha detto che sto solo lottando per un sogno senza speranze.
Per che cosa dovrei lottare, se non per i miei sogni?
Morgana. June 18 CavalieriIeri pensavo all'uomo. Ci sono occupazioni e attività che accompagnano la nostra specie da sempre. L'uomo canta da quando esiste. Si è evoluto, questo è certo, ma trovo che l'unica differenza tra il buon Omero e il nostro Guccini sia solo il supporto di diffusione che hanno.
L'uomo dipinge dalla preistoria. I murales dei cacciatori e le più sofisticate opere di grafica sono solo una diversa espressione della stessa arte applicata al tempo e all'evoluzione.
Pensavo ieri ai cavalieri. Belli, lucenti, con le loro armature d'acciaio, gli elmi piumati, gli stendardi del casato...
Mi sento un cavaliere di questo secolo, con il mio cavallo di metallo dal nitrito ruggente, le protezioni sulla giacca che porta i colori della mia squadra. Mi sento parte di un ordine e di una famiglia, quando saluto i miei "colleghi" per strada.
Nulla a che vedere con la guerra, la nostra è una giostra, un divertimento, un cordiale applicare leggi e norme non scritte ma tanto chiare..
Un mio caro amico direbbe che, forse, sto dando spazio ad una vecchia vita di esprimersi al meglio. Che questa cosa ce l'avevo nel sangue, ed ho solo dovuto sciogliere la briglia.
Io so che quando accarezzo il mio cavallo, gli salgo in sella e giro la chiave, le cose appaiono diverse. Vedo la strada e i suoi ostacoli come non li ho mai visti prima, sento i pericoli con l'istinto, scarto e applico schemi di giuda che ho dentro e che non sapevo di conoscere..
Chissà da dove vengono...
So solo che da quando c'è lei, mi sento forte, sicura, coraggiosa.
Desmodromica.
Morgana June 14 Chissà se lo sai..Ieri mi sono emozionata. Fino al midollo. La musica, la mia solita, vecchia musica, mi ha regalato un singhiozzo di brividi e calore, di nostalgia e voglia.
Non amo questo cantante, ma devo ammettere che la dolcezza che ho percepito in queste parole l'ho raramente sentita altrove.. sarà che il mio cuore ha bisogno di questo, ora...
Ieri sera ho dovuto smettere di cantare.. il pianto mi rompeva la voce. Chissà se lo sai...
Chissà Se Lo Sai
Lucio Dalla, Chissà Se Lo Sai (1985) Morgana.
June 12 MorganaAncora cenni storici.. che ci devo fare, mi è scattato il momento di insegnamento cattedratico coatto..
Morgana è una delle donne protagoniste della mitologia celtica. Pur non essendo una fata, la cultura tardo-medievale di impronta profondamente cattolica le ha attribuito questo attributo, diventando così per i più la mitica Fata Morgana. Per la sua caratteristica di apparire sollevata dal suolo diede il nome all'effetto ottico fatamorgana. Si presuppone che fosse probabilmente un tipo di camminata molto dolce e leggera che, unitamente ad altri effetti ottici forse anche causati dal particolare abbigliamento delle sacerdotesse di Avalon (di cui Morgana è una delle ultime esponenti) a creare questo apparente distacco da terra durante la camminata di Morgana. Nel Ciclo arturiano, Morgana è un personaggio femminile, talvolta presentato come antagonista di Artù e nemica di Ginevra. Nella Vita Merlini (Vita di Merlino) del XII secolo, si dice che Morgana ("Morgen") sia la più vecchia di nove sorelle che governano su Avalon. Geoffrey of Monmouth parla di Morgana come di una guaritrice e una mutaforma. Scrittori più tardi come Chretien de Troyes, basandosi sull'interpretazione di Monmouth, hanno descritto Morgana intenta a curare Merlino ad Avalon. Nella tradizione dei cicli arturiani, Morgana era la figlia della madre di Artù, Lady Igraine, e del suo primo marito, Gorlois, duca di Cornovaglia; Artù (Arthur Pendragon), figlio di Igraine e di Uther Pendragon, era dunque suo fratellastro. Come donna celtica, Morgana ereditò parte della magia della terra di sua madre. Morgana aveva due sorelle maggiori (e quindi era la più giovane di tre sorelle, non la maggiore di nove). Il terzetto di sorelle è una formula piuttosto comune nella mitologia celtica. In Le Morte d'Arthur e altre fonti, ella è infelicemente sposata con Re urien di Gore, e Owain mab Urien è suo figlio. Sempre secondo la tradizione Morgana sarebbe l'allieva, forse l'ultima o una delle ultime, di Viviana. Questa, la Dama del Lago, sarebbe stata la Sacerdotessa Madre di Avalon, nonché colei che avrebbe preso sotto la sua ala la piccola Morgana, per educarla all'antica religione di Avalon al fine di farla succedere a sé come Sacerdotessa Madre. Anche Artù (nome sacro: Arthur Pendragon) come figlio di Uther Pendragon fu educato ed iniziato all'antica religione di Avalon. Il suo compito, infatti, sarebbe stato quello di unire le popolazioni dell'Inghilterra, quelle appunto fedeli all'antica religione di Avalon e quelle fedeli alla nuova fede, la religione Cattolica. Durante l'iniziazione, che come protagonisti aveva una sacerdotessa ed un "re cervo", Morgana si sarebbe unita ad Artù generando un figlio, Mordred, di cui Artù avrebbe ignorato l'esistenza, che più tardi avrebbe preteso il trono, passando per il malvagio Mordred. Originariamente (per esempio in Le Morte d'Arthur) questo ruolo pare fosse ricoperto da una delle sorelle. Diverse fonti descrivono anche Morgana come allieva di Merlino, e successivamente sua rivale; in questo ruolo, il personaggio appare parzialmente sovrapposto con quello di "Viviana", una delle figure che corrispondono al nome di "Dama del Lago". Tratto da Wikipedia e genericamente condiviso dalla sottoscritta. A chi mi chiede il perché del nome che ho scelto.. alcuni motivi sono accennati qui sopra.. un altro, quello forse più semplice e non meno sentito degli altri, è il significato di questa parola. Vi bacio. La donna del Mare.
June 11 DesmodromicaInnanzitutto, un intervento culturale sul fantastico motore della mia moto. A chi (come me) si sente offeso al solo sentire pronunciare parolacce quali il titolo di questo intervento, dedico una piccola lezione di meccanica.
La distribuzione desmodromica è la caratteristica vincente dei bicilindrici DUCATI fin dal 1972. La particolarità di questo sistema di distribuzione risiede nel fatto che ogni valvola è guidata, nei moti di apertura e di chiusura, da due bilancieri e da due cammes. I funghi delle valvole non hanno quindi la molla di richiamo presente su tutti i motori 4T.
Succede quindi che quando la camma di apertura muove il suo bilanciere aprendo la valvola a fungo, la camma di chiusura libera il suo bilanciere permettendogli di seguire passivamente il moto della valvola. Terminata la fase di apertura, la camma di chiusura muove il suo bilanciere chiudendo la valvola a fungo, analogamente la camma di apertura libera il suo bilanciere permettendogli di seguire passivamente il moto della valvola.E' importante notare che la piccola molla presente sul bilanciere di chiusura - di minimo carico - non determina il moto della valvola, ma bensì solo la tenuta della stessa sulla sede. Riassumendo, i vantaggi dati dalla distribuzione desmodromica, a fronte di una certa complessità meccanica, sono: · Riduzione degli attriti di funzionamento di circa il 30% grazie all'assenza della molla di richiamo della valvola, che specialmente con diagrammi di distribuzione spinti necessita di un carico notevole; · Totale assenza del fenomeno dello sfarfallamento agli alti regimi di rotazione, in quanto la valvola è sempre guidata nei suoi moti; · Possibilità di ottimizzare e variare il moto della valvola permettendogli tempi di apertura maggiori (rosso) a parità di durata della fase ed alzata valvola rispetto ad un motore standard (giallo). Per i tecnici: aumenta il time-area delle fasi (zona compresa tra la curva gialla e rossa). Di riflesso si avrà che anche i tempi di incrocio nel moto delle valvole di aspirazione e scarico come anche i tempi di ritardo in chiusura ed anticipo in apertura delle valvole - determinanti ai fini delle performances del motore - potranno essere ottimizzati e variati a seconda delle esigenze di impiego del propulsore.*
La moto (e quelle della mia marca in particolare) è quindi una questione di delicato equilibrio. Con l'equilibrio sta in piedi. Con la giusta armonia tra gas e frizione evita strappi e impennate. Con il giusto dosaggio tra freno davanti e dietro si amalgama morbidamente alla peristalsi del traffico. E con il perfetto incastro tra le valvole, gestisce dolcemente il carattere arrabbiato del suo motore. La miscela di equilibri delicati è poi l'espressione di un carattere deciso, forte, dolce, adattabile ad ogni terreno..
Potrei imparare dalla mia moto. Potrei prendere il cuoricino, e impiantarci un bel sistema di controllo desmodromico delle valvole, per tenere lontano gli strappi, i colpi di testa, gli scatti di rabbia, le decisioni affrettate e le debolezze che sono sempre stati tanto lontani da me.
Ma dove sono finita? Ma cosa ho fatto? Ma cosa voglio fare...
Accetto consigli.. chi conosce un buon meccanico?
Mor.
June 07 Amore e MusicaDice il saggio Maestro di Canto della fata:
L'amore è musica. E' una questione di sincronia ed armonia. Non si può permettere di arrivare in anticipo, o in ritardo. Si può permettere dissonanze, solo se magnificano splendide armonie.
(Da: Storia di un cronico Ritardatario...)
Morgana
June 06 Ho scelto di essere liberaChe dire, S.
Siamo giunti al punto. Non trovi?
Proviamo a parlare di noi due.. un'analisi attenta, un esame veloce ma preciso. Facciamolo, un'ultima volta.. magari abbiamo tralasciato qualcosa.
Ci siamo conosciute nove mesi fa. Appena ti ho intravisto ho capito che ti ero destinata, che il nostro non sarebbe stato un rapporto per nulla facile, che avrei dovuto lottare coi denti per convivere con te che ti annidavi giorno dopo giorno nel mio grembo, diventando sempre più grande, sempre più pesante da portare.
Per tutto questo tempo mi hai messo dentro il tarlo.. pensare alla cosa più giusta da fare, alla soluzione e al compromesso da mettere in atto per dare possibilità a certe dinamiche di rimanere in piedi. Pensare al nome da darti, al modo in cui farti sparire dalla mia vita senza troppi scossoni, senza fare male a nessuno. Senza leggere il biasimo negli altri per quello che avevo fatto. Senza curarmi del cuore. Senza rinunciare a me stessa, a quella me stessa che si è insinuata dentro di me il giorno stesso che ti ho conosciuta, e che con te è cresciuta e maturata.
S., vorrei che tu capissi quanto male mi hai fatto. Mi hai portato via tutto quello che avevo. Mi hai portato via con un soffio quello che credevo l'amore di una vita. Mi hai portato via una casa che avevo tirato su con tanta fatica. Mi hai portato via la serenità di una vita vissuta di riflesso. Mi hai portato via il servilismo di una moglie. Mi hai insegnato che potevo essere felice, e ora non riesco a smettere di farlo.
Ma chi te lo aveva chiesto? Perché sei venuta qui? Perché sei venuta a turbare la mia beata ignoranza? Quale Dio, quale stella ti ha mandata da me? Non ti volevo, non ho sperato di trovarti. Volevo solo stare bene, nella mia ovatta, nella mia incoscienza, nelle mie briciole di affetto.
Invece sei arrivata tu. E hai portato un dono. Nove mesi di discussioni, di tentativi, di piccoli cambiamenti, di lacrime e respiro affannato, di sensualità e rabbia ugualmente intensi. Sono sfinita. Sfinita.
Ieri sera alle tre e mezza hai bussato alla mia porta e mi hai detto "Eih, Morgana. E' ora di andare, non trovi? Il tempo è scaduto."
Mia dura, crudele Scelta, tra respiro strozzato e lacrime amare ti ho messo al mondo. Ho dato voce prepotente a te, che ormai eri molto più che un'idea. Ti ho dato un nome.
E, ora, te ne vai.. Mi lasci sola, a vivere questa nuova vita.. Mi lasci sola col i tuoi insegnamenti, col cuore incasinato, con spazi odorosi e armonie di voci. In fondo, ora, capisco quello che hai fatto. Non posso che, a denti stretti, ringraziarti.
Ho scelto di essere libera.
Morgana. June 05 LuceSono in un periodo epigrafico..
Alla mia Luce..
"So che ho bisogno di te
Elisa, Luce
June 01 RengaNon ho saputo resistere.. Renga è il mio peggiore vizio da quando avevo 14 anni...
Ecco il link del nuovo singolo..
Mor. |
|
|