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June 26 La Fonte di me stessaSono eccitata come una bambina prima di salire sulla giostra.
Come me stessa di qualche giorno fa quando la chiusura di sicurezza dell'ottovolante fa l'ultimo clack e inizia il conto alla rovescia.
Come un sognatore che si trova faccia a faccia con la possibilità di realizzare il proprio sogno, e decide
di rischiare
che esso sia magari un po' meno bello di quello che aveva immaginato
purché diventi realtà.
Ho deciso di mettermi in gioco, et voilà.
Si parte alla ricerca della Fonte di me stessa.
Nell'ora in cui
Il carnato del cielo
sveglia oasi
al nomade d'amore
[G. Ungaretti - Il Tramonto]
Questo è quanto.
Morgana June 19 CasquetC'è che oggi ho voglia...
Ho voglia di scoprire di che colore sono i tuoi occhi, che le lenti scure degli occhiali nelle poche foto che ogni tanto sbircio non mi lasciano vedere.
Ho voglia di ascoltare il timbro della tua voce, di accarezzarne la canzone, la cadenza, di scoprire se la tua terra natia l'ha segnata o se la cultura che traspare dalle tue Idee ha avuto la meglio.
Ho voglia di toccare le tue braccia, di saggiare palmo a palmo la tua pelle, aspra o liscia che sia.
Ho voglia di meravigliarmi della forma delle tue mani, forse piccole e delicate, forse grandi e vigorose, forse curate, forse segnate da passioni che non conosco.
Ho voglia di sbirciare il colore dei tuoi riccioli al sole, di coglierne i riflessi, chissà se biondi, rossi o castani.
Ho voglia di assaggiarti, di scoprire in te il retrogusto del mirtillo, della vaniglia, del vino nuovo, di illuminarmi alla cadenza serrata di un uomo che del ritmo del mondo si rende umile tramite.
Ho voglia di scoprire le tue cicatrici, i disegni sulla tua pelle, di contare i tuoi nei e regalare loro un nome come fossero stelle lucenti del mio firmamento privato.
Ho voglia di imparare il tuo modo di guidare e di sentire se mi posso fidare di te, se al tuo fianco posso chiudere gli occhi e cantare senza preoccuparmi di nulla mentre mi fai i controcori.
Ho voglia di capire cosa ti piace a colazione, quale è il tuo piatto preferito, se preferisci il dolce o il salato.
Ho voglia di sbirciarti quando dormi e di capire se la notte mi puoi abbracciare, se puoi appoggiare la tua testa sul mio seno quando sei stanco, se la tua spalla ha spazio per la mia quando sono io a essere esausta.
Ho voglia di misurare la distanza tra l'universo che ho imparato ad amare e quello che vendi al mondo, e di innamorarmi di quella distanza con il privilegio di chi, ogni tanto, la può percorrere per tuffarsi senza paura nelle tue stanze interne per nutrire quella parte di sé che vive di favole e sogni (il viaggio è bello quanto l'arrivare....)
Ho voglia di scoprirti in mezzo alla gente e di perdermi nel mare di quella poesia che mi fa tremare ogni volta che leggo il tuo nome.
Ho voglia di essere al tuo fianco in questo meraviglioso quadro, e di lasciarmi cullare dalla tua anima nel tango perfetto di questa realtà.
Ho voglia.... di innamorarmi di te.
Di un esclusivo
meraviglioso
Momento Perfetto.
Morgana. June 15 Forte come la morte è l'amore.Mi piace immaginare che una notte Marco sia tornato a casa. Simona dormiva, nel loro letto, un po' delusa per l'ennesima serata passata senza di lui, che aveva di meglio da fare che uscire un con lei. Un'amica era venuta a farle compagnia per cena, una pizza e una birra, una fetta di dolce (ma non troppo, che siamo a dieta) e poi via, a letto, che domani si lavora. Mi piace pensare che Marco sia entrato in casa piano, lasciando la borsa con la divisa da calcio sporca accanto alla porta. Che sia andato in bagno a lavarsi i denti, che abbia acceso lo stereo in salotto, piano piano, cosicché la musica di potesse sentire, ma non fino a svegliare Simona. Che si sia coricato accanto a lei e la abbia guardata dormire, con il viso sereno e l'espressione un po' corrucciata. "Simo.. Simo.. Svegliati, ti devo chiedere una cosa" "Che vuoi.. lasciami dormire.." "E' importante!" "Mmmmmh.. dimmi." "Ti volevo chiedere se mi vuoi sposare." Eccole le porte che si aprono, e tu decidi di entrare e di lasciare che il fiume degli eventi ti cambi la vita. Un si o un no che modificano il tempo presente e quello a venire. O che forse non lo modificano, perché non cambia nulla, se non un anello al dito, ma è l'intenzione che è completamente diversa. Ed ecco che ieri mi sono commossa come solo una fatina psicolabile sa fare, nel vedere gli amici felici di quello che stava succedendo, nel sentire le parole che tanto mi ricordano qualcuno, ma che assumono hic et nunc un significato completamente diverso: perchè forte come la morte è l'amore, tenace come gli inferi è la passione [Cantico dei Cantici]. Perché forte come la morte è l'amore, perché a volte si decide di fare una pazzia e di regalare a qualcuno la propria vita, e tutti, lo si sente lontano un miglio, sono felici di quello che succede, perché è giusto così, perchè non ci sono costrizioni, non c'è formalità o necessità di fare una cosa perché si deve, c'è solo la voglia di due persone di dire eih, ragazzi, siamo qui, siamo due ma siamo una cosa sola, ve lo volevamo far sapere, volevamo condividerlo con voi, questa è solo un cerimonia, un gesto, ma è prima di tutto un regalo che facciamo l'uno all'altra, e siamo contenti che siate qui anche voi a fare da testimoni a questo regalo bellissimo che ci ha fatto la vita. Questa è l'aria che si respirava ieri, sotto un cielo che, per il primo giorno dopo più di un mese, non ha versato nemmeno una goccia di pioggia, di fronte allo spettacolo meraviglioso del prato, del mare, e della luna quasi piena che vi si specchiava dentro. Questa la magia di un giorno pieno di positività che non scorderò. In fondo sei solo mio cugino, una persona che conosco anche poco, un essere che ha qualche goccia del mio sangue che gli scorre nelle vene. Ma quello che hai fatto ieri mi è valso la stima che ti ho sempre dedicato, e che da oggi è aumentata in maniera spropositata. Mettere l'amore davanti ad ogni cosa è un gesto che solo e persone coraggiose e un po' folli sanno fare. In bocca al lupo, Mà! Morgana PS: tra le varie sliding doors, ce ne è stata una che ha completamente ribaltato il mio venerdì. Scegliere La Famiglia paga sempre, e a piene mani. Pellegrini, il più bel concerto da qundo sono con voi. Le emozioni più grandi che abbia mai provato su un palco. Grandi. Grazie, di tutto cuore. Morgana June 13 Ci vuole un fioreNell'infinita bizzarria dell'ispirazione, ieri sera mi sono trovata a canticchiare una canzonetta per bambini che fa più o meno così
Per fare un tavolo ci vuole il legno
Per fare il legno ci vuole l'albero...
e via dicendo, fino ad arrivare alla conclusione che
Per fare un tutto ci vuole un fiore.
Il fiore è un amico che ti viene a suonare a sorpresa per andare a prendere un gelato, è un biglietto di auguri tra le pagine di un libro. E' un Ciao#N tra le mail di lavoro, un concerto pieno di sole dentro il buio di un teatro, i progetti, la goccia d'acqua dell'attenzione che ti scava una voragine nel cuore senza che tu te ne accorga. Il fiore è quell'arma davanti alla quale togliamo la maschera, mostrandoci per quello che siamo. Il fiore è la forza disarmante della gentilezza, che abbatte tutti i muri, che supera ogni ostacolo.
Spesso, quando tira il vento gelido di questi giorni di tarda primavera, mi sale alla mente l'eco di una vecchia fiaba che ascoltavo con le audiocassette del C'era una volta, quando ero bambina. La storiella parla di una gara tra il sole e il vento, che vogliono vedere chi per primo tra loro riuscirà a far spogliare un passante. Il vento aggredisce l'uomo con tutta la sua forza, scatenando bufere violente e tempesta, ma l'unico effetto che sortisce è che il malcapitato si abbottona sempre di più il cappotto, e si calca ben bene il cappello in testa. Il sole, allora, inizia a splendere gentile. I suoi raggi scaldano la terra, e baciano la pelle del passante, che inizia a spogliarsi, sorridendo per il bel tempo che è tornato.
Seduta a un tavolo con un amico, qualche sera fa, pensavo proprio al grande fiume del suo animo: un placido e gentile corso d'acqua che ti entra dentro e riempie tutti gli anfratti con la spontaneità del suo sorriso. Con il sentimento genuino di affetto che circonda le sue stanze.
Penso che le persone che mi hanno segnata di più, nella vita, siano proprio quelle che sono state gentili con me. Angeli, fate e piccoli guerrieri, alchimisti e maghi, o semplici persone che mi hanno sorriso. Ciascuna di esse ha smosso in me un sassolino che ha sgretolato la crisalide delle mie negatività e mi ha resa libera, o, perlomeno, mi ha messo sulla buona strada della libertà. Non sono stati il loro denaro, non la loro bellezza fisica, nè la loro simpatia, o la bravura nel fare qualcosa. Quello che, di loro, mi ha conquistato, sono stati la bellezza d'animo e la gentilezza.
Le persone, lo dico sempre, sono un passepartout per le nostre stanze interne, per scoprire quelle che non conosciamo e per dare nuova luce a quelle che, invece, ci sono note. Ma sono le persone gentili e belle quelle che hanno la capacità di rimboccarsi le maniche e darci una mano a reimbiancare le nostre vecchie pareti e riammodernare gli interni. A volte, basta semplicemente che ci siano.
Per fare tutto, ci vuole un fiore.
Morgana. June 10 Desmofatine - tempo variabileSi torna e il rumore è forte, a volte assordante, insostenibile.
Fermati. Lo sai che se non ti fermi e non recuperi il ritmo che ti è congeniale tutto inizia a snaturarsi e perdi il contatto con la musica dell'universo. Fermati, fata.
E mi fermo, per lunghi giorni, a discutere col gatto e col mio cuore, ed ecco la magia del quinto giorno, dopo tanto, il sole. Eccolo, il suono del mio cuore, che tanta confusione aveva coperto. Eccolo, il sospiro della serenità che mi permette di alzarmi con un balzo e un sorriso dal letto, e di mettermi una bella maglietta verde smeraldo al posto dei miei consueti abiti neri.
Mi sono innamorata di un'Idea, e in essa voglio credere. Voglio lasciare che sia la mia parola, che accarezzi il mio volto con le sue calme parole e che mi dia il bacio della buonanotte sugli occhi di fata prima di andare a dormire. Voglio credere che non cadrà tutto, e che il momento giusto arriverà, non so quando nè dove, ma arriverà. Voglio credere che il modo migliore per prepararlo sia
coccolarsi
fare le cose che mi piace fare
stare con le persone con cui mi piace stare
bere le cose che mi piace bere
mangiare le cose che mi piace mangiare
respirare l'aria che mi piace respirare
ascoltare la musica che mi piace ascoltare
e grazie a Giampi, come sempre il re della mia speranza. In bocca al lupo per il calamaro gigante, e così sia.
Mi voglio trovare altre mille sere a vivere di piccoli progetti - un gelato di fronte a Big Fish, un abbraccio davanti al live dei Timoria che ho comprato ispiratissima l'anno scorso, una gita a sorpresa a Umbria Jazz, un concerto privato voce e chitarra, un tramonto alla Buca delle Fate, una notte stellata tra le colline Toscane, e prenderti e portarti con me nelle mie scorribande, sentire la tua paura mentre la Signora va giù, e sorridere, perché anche di questo sono fatta io. Voglio aspettare con tranquillità le tue risposte, voglio leggere con curiosità il tuo prossimo passo, e lasciare che i veli, lentamente, cadano fino a lasciarci intravedere per quello che siamo, anche nei rotolini di ciccia e nei foruncoli sulla schiena.
Ne ho voglia, così come ho voglia di bere la vita, e di rimettere in moto le dita sui tasti - tutti i tasti che le mie dita conoscono.
Sono nate le canzoni, e sono arrabbiate così come lo sono stata io, ma ora non è più tempo, ora è il momento dell'ascolto, e chissà cosa nascerà da tutto questo, chissà quanti dono inaspettati la vita mi porterà. Ho precorso alcune tappe, e farlo mi ha bruciato la pelle lasciando un marchio a fuoco vivo. Ho visto l'incarnazione di una crisi, e non mi ha aiutata a stare bene, ma è solo un altro gradino, un altro graffio, un altro schiaffo che ti butta giù, e ormai so che ho la forza di rialzarmi, eccomi, sono di nuovo in piedi, sono di nuovo pronta.
Potrei aver detto tutto e niente, in questo flusso di consapevolezza in cui ho lanciato le mie mani, quello che so è che sono più forte, più serena, più pronta. Quello che so è che il momento di buio - i tratti a pennello che il pittore ha usato per rendere il lato della collina, per dirla col mio Cuore - in cui mi sono trovata è finito. La galleria ha lasciato spazio alla luce.
Via. Bentornata, fata!
Morgana.
June 05 Sardegna - Compleanno DMCScritto il 3 giugno 2008 – 8° compleanno DMC, 29/2 giugno 2008, Palau
Un mio caro amico – evidentemente non toscano – mi ha detto che sto facendo la cicala. Effettivamente non ho voglia di stare a lavorare, con l’ambiente asfittico dell’incomprensione, con la tensione del cambiamento, con la fretta dei ritmi e l’ansia del risultato. Non ne ho voglia, lo ammetto. Non capita spesso, mi piace lavorare, ma in questo periodo ho altre priorità.
Devo dare spazio a me stessa e superare le difficoltà. Perché la volontà è il segreto della riuscita, e nella determinazione è la meta.
La mia ennesima vacanza è stata rumorosa e piena di adrenalina. Un buttarsi a capo chino in mezzo alla mischia senza paura di nulla.
Vorrei ricordare con alcune pennellate le cose che hanno tinto tutto di magia.
La pioggia, che ci ha graziati per tutto il weekend tornando ormai quando potevamo salutarla con un sorriso. I calzini azzurri con le pecorelle, compagni inarrestabili delle mie scorribande scellerate. Un chilometro di moto che si stendono ai tuoi piedi con il rombo del tuono, e la sensazione incredula di essere parte di qualcosa di grande. Le strade della Sardegna, con le loro curve e il loro asfalto perfetto, i paesaggi forti e brulli, selvaggi e sonori, le montagne a strapiombo sul mare, e il vento salmastro che ti entra nelle narici e impasta i capelli e tutto ciò che sfiora facendoti sentire a casa. Gli uomini, esseri meravigliosi e così diversi tra loro, ma tanto preziosi in ogni loro aspetto. I piccoli nani malefici e saltellanti e i giganteschi pacati spilungoni dagli occhi buoni. Gli amici che sorridono alle tue piccole vittorie, le manie da sopportare col sorriso, nuove persone – poche - che entrano nella cerchia del clan con il quale puoi buttare giù la maschera. Le gite oltre i limiti, e la volontà a pompare il sangue nelle vene. Le gite fiduciose, abbracciata a una vita sicura, il sorriso sornione di chi con te condivide piccole magie. Un cerchio di sorelle uguali alla Signora, e grandi avventure da raccontare. Immagini serene nel tramonto di una baia, il freddo pungente di serate ventose, un parcheggio rumoroso e risate piene di gusto. La Signora sulla nave, a realizzare un sogno, e poi la voglia che mi ha trascinato nell’impresa e che non accenna a scendere.
È stata una grande vacanza, e sono felice di averla vissuta con persone speciali. Sono convinta che sulla sua base si costruiranno grandi castelli, sono convinta che questo sia solo un inizio, e se le mie convinzioni saranno errate, sarà comunque bellissimo il ricordo e il sapore che questi giorni mi hanno lasciato.
Grazie ai miei tesori. Grazie a chi mi ha infuso il coraggio necessario. Grazie alla Signora, fedele compagna di viaggio.
Grazie. Semplicemente.
Morgana.
PS:
Un ringraziamento di cuore a chi ha scattato queste mravigliose foto: Alfonso "Alfogator 389" (il link lo vedete negli amici amici, e ci sono tante altre foto bellissime!!)... il marito migliore che potessi trovare!! (hihi!!) Un regalo speciale...Scritto il 3 giugno 2008 – 22 maggio 2008
Ho sempre pensato al mio compleanno come a un giorno come un altro. Uno di quelli in cui ti alzi alla solita ora, vai a lavorare affrontando i problemi di tutti i giorni, esci tardi dall’ufficio stanco e sudato, ti dirigi verso una pizzeria qualunque per festeggiare con qualche amico, mangiando tanto e andando a dormire presto. Oppure uno di quei giorni in cui hai una scusa per andare al ristorante con la persona a cui vuoi bene.
Quest’anno non mi andava di banalizzare tutto: volevo festeggiare me stessa, questa me stessa un po’ bistrattata e di cui mi dimentico facilmente, questa me stessa malata d’amore che non vuole accontentarsi, che vuole qualcosa di speciale.
Volevo il giorno che avevo sognato per il mio finale, volevo il sole, la moto, le magie. Ho trovato una brutta pioggia battente a salutarmi. Mi sono seduta in macchina con il mio miglior trucco e il mio viso più contento che ho trovato tra le mie maschere, e ho deciso di rischiare, ho deciso che volevo davvero che la mia giornata fosse unica.
Seduta sul prato di San Galgano, a salutare un sogno che non si è avverato, mi sono persa tra i mattoni rosa medievali e tra le ombre lunghe del sole che mi è venuto a festeggiare. Nulla è più sacro di quel posto, nulla può portare maggior ispirazione, nessun luogo mi canta dentro con più forza. Nella testa la gioia dei girasoli, le lacrimucce di felicità mi sono scese sulle guance mentre salivo all’eremo cantando così come qualcosa di me aveva immaginato..
E capisci che…
.. che gli amici che ti circondano ti vogliono bene. Che tutti hanno sentito quanto quello che conta per te sia il cuore, e tutti ti donano qualcosa che dal cuore nasce (che so, un tesoro in ogni dove, un ritratto del gatto che è in me, un meraviglioso mazzo di carote, o semplicemente un sorridente messaggio di auguri). Ci sono i fiori, c’è l’erba dei campi, ci sono i Pellegrini e le loro canzoni, c’è che non mi voglio fermare qui, c’è che i ventotto sono una tappa importante e voglio viverli con intensità.
Il giorno del tuo compleanno fai dei bilanci, e per la prima volta credo di non avere rimorsi, solo tanta voglia che arrivi di nuovo l’amore, che ricominci un ciclo che saprò come vivere, la voglia che scatti quella molla che mi farà essere di nuovo bella agli occhi del mondo. So che questa molla ce l’ho dentro, e che il segreto di tutto è non accettare quello che viene, ma decidere e scegliere. So che il dolore mi ha portato su un nuovo piano, e ora devo aspettare che qualcosa accada perché la prossima sfida abbia inizio. So anche che non vedo l’ora.
Chiudo con un’immagine, una dolce cesta di capelli riccioli che mi canta una canzone da dietro le fronde del ciliegio, un buffo paio di occhiali e Sei in ritardo, sei bellissima, non sei più in ritardo. Perché i sogni sono tutto quello che mi rimane dell’amore, quello per un uomo intendo, e voglio sognare perché la parte di me che ama non muoia. Che meraviglia avere qualcuno da aspettare, che meraviglia avere davanti mille possibilità, che meraviglia vivere sapendo che ogni minuto, ogni occasione può portare un segno positivo alla vita. Che meraviglia cercare di essere sempre migliore, per se stessi e per chi ci sarà, per chi c’è già. Che meraviglia, veramente.
Buon compleanno, fata.
Morgana. |
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