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    August 23

    Caso - o forse no.

     
    A volte si guarda una foto e ci si accorge di quanto sia diventata vecchia. Non è passato molto più di un anno da quando è stata scattata, eppure il mondo che essa rappresentava è andato, finito. le connessioni, i sentimenti, le emozioni, le convinzioni di quel momento sono solo un lontano ricordo - che a volte, se vogliamo, si presta ad una bella risata.
     
    Se penso a tutte le cose che sono capitate in questo anno, mi stupisco di quanto la vita sia bella, varia, imprevedibile. Di quanto tutto sembri avere un senso, passo dopo passo. Senso che non si percepisce subito. Ci vuole tempo. Ma alla fine è palese. 
     
    Le persone che capitano, che incrociano il nostro cammino in maniera improvvisa, lo fanno apparentemente per caso. In realtà, credo poco che davvero esista un caso.
     
    Credo che abbiamo un senso, non solo per la nostra stessa vita, ma anche per la vita di chi indissolubilmente o anche solo per un attimo si lega a noi. Credo che le decisioni, le percezioni, gli insegnamenti che ci vengono portati e che portiamo siano parte di un disegno un po' più grande della nostra comprensione.
     
    A volte sei seduto ad un tavolo con gli amori della tua vita, e realizzi che queste persone, che apparentemente sono legate per una serie casuale di cose, sono in realtà segnate da connessioni più profonde. E' come se certe persone ti DOVESSERO attraversare la vita, per lasciare il loro significato e la loro ricchezza. In un modo o nell'altro. Tra le varie strade possibili, ne è stata scelta una, che vi ha unito, ma in ogni modo queste persone dovevano arrivare a te.
     
    Per lasciarti il loro segno e il loro significato. E perché tu potessi lasciar loro il tuo.
     
    Mor.
     
    August 22

    Otto ore

     
    E' d'estate, quando su skype e msn non c'è nessuno, che ci si accorge di quanto siano effettivamente lunghe otto ore di puro lavoro.
     
    Mor. 
    August 21

    Morgana

     
    Sono due giorni che, escludendo le frequentazioni forzate - ma non per questo spiacevoli - in ufficio, sono da sola.
     
    Agosto mi mette tristezza, senso di solitudine e di abbandono. C'è chi si attiva. Io mi spengo in maniera innegabile, in attesa che arrivi settembre, con il suo clima fresco, gli amici finalmente a casa, vecchi e nuovi riti, spunti vitali.
     
    Da due giorni parlo solo col gatto, litigo con qualcuno via sms (come i quattordicenni che tanto detesto), mi aspetto che succeda qualcosa senza capacitarmi del fatto che le cose non possono piombare dal cielo, sarebbe il caso che me le andassi a cercare io.
     
    Ma qualcosa si sta muovendo dentro di me.
     
    Stamane mi sono svegliata dopo un'intera notte di sonno (la prima dal 3 di agosto!), riposata e, soprattutto, positiva. Ho messo in moto le mie piccole cose, i gesti quotidiani che mi fanno stare tanto bene. 
     
    Mi trovo a pensare che quello che mi succede non sia poi colpa di nessuno. Non c'è nessun cattivo là fuori, cattivo è solo il mio modo di interpretare le cose. Le aspettative e il senso di obbligo, questo è cattivo. La mancanza del piacere di fare le cose, questo è cattivo. Il sentirsi poco speciali, poco attivi, questa è la morte della mia anima. La morte che mi ha portato a tanti errori, e che devo iniziare ad evitare.
     
    Non vorrei dirlo tanto forte, ma oggi mi sento veramente in pace.
     
    Alzo la testa, sorrido anche se piove e se non c'è nessuno con cui chiacchierare. Forse, a volte, mi devo proprio trovare faccia a faccia con me stessa per piangere tutte le mie lacrime e, un bel giorno, alzarmi e capire che è il momento di tornare.
     
    Eccomi.
     
    Mor.
     
     
    August 20

    Questione di però

     
    Ora, non voglio essere tragica. Ma ho passato veramente delle vacanze di merda. Troppo tempo per pensare. troppo poco da fare. Troppe corse in giro per l'Italia, a scappare da me stessa, anche se da te stesso non scappi nemmeno se sei la Fata Morgana. 
     
    Eccole qui, le mie vacanze. Che si concludono con una ricetta preparata a modino da un uomo che conosco poco ma ammiro tanto. Come dice qualcuno, saranno solo parole e parole, belle frasi di cui ognuno si riempie la bocca, senza però metterle mai in pratica. Beh, io ho bisogno di queste frasi, belle o brutte che siano, piene o vuote. Sono la mia musica, le mie frasi. La mia leggenda personale.
     
    Si può dire di una persona che si ama: "M. sarà bellissimo, perspicace, intelligente, abile, meraviglioso in tutte le situazioni, però è squattrinato, egoista, ritardatario, assurdo" o si può dire "M. sarà squattrinato, egoista, ritardatario, assurdo, però è bellissimo, perspicace, intelligente, abile, meraviglioso in tutte le situazioni". L'amore è una questione di però.
     
    Mi sa che devo tarare il mio però. Poi, magari, dlin dlon! La mia Ducati mi porterà un fantastico e inaspettato principe azzurro. Che magari, chissà, è già qui. E aspetta che i miei però trovino il loro posto in sella.
     
    Buon rientro dalle vacanze a tutti.
     
    Morgana.
     
    August 03

    Piccolo reminder prima delle ferie..

     
    Ultimo giorno di lavoro.. si aprono due settimane quanto più tranquille io possa immaginare. Ho tragicamente bisogno di riposarmi. Di mettere a posto i mattoncini uno per uno con calma e tranquillità.
     
    Prima di chiudere la baracca e i burattini per salutare fino a fine agosto, lascio un "post-it" attaccato al frigo.. non sia mai che, nei momenti bui, possa servire... magari, chissà, non solo a me....
     
    1. Gli uomini sono tutti diversi. E devono fare il possibile per continuare a esserlo.
    2. A ogni essere umano sono stati concessi due tipi di comportamento: l'azione e la contemplazione. Entrambi conducono alla stessa meta.
    3. A ogni essere umano sono state concesse due proprietà: il potere e il dono. Il potere porta l'uomo all'incontro con il proprio destino; il dono lo obbliga a condividere con gli altri ciò che di meglio ha dentro di sé.
    4. A ogni essere umano è stata donata una grande virtù: la capacità di scegliere. Chi non la utilizza, la trasforma in una maledizione - e altri sceglieranno per lui.
    5. Ogni essere umano ha diritto a due benedizioni: quella di essere nel giusto e quella di sbagliare. La seconda prevede sempre un apprendistato che lo condurrà sulla strada giusta.
    6. Ogni essere umano possiede un proprio codice sessuale e deve praticarlo senza sentirsi in colpa, purché non obblighi altri ad attuarlo insieme a lui.
    7. Ogni essere umano ha una leggenda personale da compiere, e questa è la ragione della sua esistenza nel mondo. La leggenda personale si manifesta nell'entusiasmo per il proprio compito.
    Una postilla. Si può abbandonare la propria leggenda personale per un certo tempo, purché non la si dimentichi e ci si prodighi affinché riassuma il proprio ruolo appena possibile.
    8. Ogni uomo possiede una componente femminile e ogni donna ha un elemento maschile. E' necessario usare la disciplina con intuizione e l'intuizione con obiettività.
    9. Ogni essere umano deve conoscere due linguaggi: il linguaggio della società e quello dei segnali. il primo serve per comunicare con il prossimo; il secondo, per comprendere i messaggi di Dio.
    10. Ogni essere umano ha il diritto di perseguire la gioia - per "gioia" si intende ciò che lo rende felice - non necessariamente quello che fa felice gli altri.
    11. Ogni essere umano deve mantenere viva dentro di sé la sacra fiamma della follia. E deve comportarsi come una persona normale.
    12. Soltanto le seguenti mancanze sono considerate gravi: non rispettare il denaro del prossimo, lasciarsi paralizzare dalla paura, sentirsi colpevole, ritenere di non meritare il bene e il male che caratterizzano la vita e mostrarsi codardo.
    Prima postilla. Ameremo i nostri nemici, ma non stringeremo mai alcuna alleanza con loro. Sono stati posti sul nostro cammino affinché saggiassimo la nostra spada e meritano il rispetto della nostra lotta.
    Seconda postilla. Avremo la facoltà di scegliere i nostri nemici.
    13. Tutte le religioni conducono allo stesso Dio, e meritano il medesimo rispetto.
    Postilla. Nella scelta di una religione, in realtà un uomo sceglie anche una forma collettiva di adorare e condividere i misteri. Tuttavia, egli è l'unico responsabile delle proprie azioni durante il cammino e non ha alcun diritto di riversare sulla religione le responsabilità delle proprie decisioni.
    14. Si decreta l'abbattimento del muro che separa il sacro dal profano: d'ora in poi, tutto è sacro.
    15. Tutto ciò che viene fatto nel presente riguarda il futuro come conseguenza e il passato come redenzione.
    16. Sono revocate tutte le disposizioni contrarie.
     
    Sono come il fiume che scorre, P. Coelho.
     
    Ho segnato in grassetto le cose che credo si riferiscano proprio a me... Buone vacanze di crescita, divertimento e serenità.
     
    Mor.
     
    August 02

    Il pianista nel centro commerciale

     
    Ieri sera leggevo nel lettino, con la lacrimuccia per la frustrazione e la nostalgia nel cuore. Segni, segni, sempre segni ad illuminare il mio sentiero, come la conchiglia del Cammino di Santiago..
     
    Vorrei dedicare un aneddoto che ho letto su un libro di Cohelo ad un amico, che mi ha mandato un sms da Istanbul nell'istante esatto in cui terminavo di leggere queste righe.
     
    Alla tua presenza costante al mio fianco, a vada come vada, comunque, è un successo.
     
    Il pianista nel centro commerciale
     
    Cammino distrattamente all'interno di un centro commerciale, in compagnia di una mia amica violinista. Ursula, nata in Ungheria, è attualmente un elemento di spicco nell'organico di due filarmoniche internazionali. Tutt'a un tratto mi afferra un braccio e lo stringe.
    "Ascolta!"
    Io tendo le orecchie. Sento voci di adulti, grida di bambini, rumori di televisori accesi nei negozi di elettrodomestici, tacchettii di scarpe sul pavimento di mattonelle e... quella musica di sottofondo, onnipresente in tutti i centri commerciali del mondo.
    "Allora, non è meraviglioso?"
    Rispondo che io non sto udendo niente di meraviglioso o anormale.
    "Il pianoforte!" dice, guardandomi con aria delusa. "Il pianista è stupendo!"
    "Sarà una registrazione."
    "Non dire stupidaggini."
    Ascoltando con più attenzione, risulta evidente che si tratta di musica dal vivo. E' un brano di Chopin e, adesso che riesco a concentrarmi, le note sembrano soverchiare tutti i rumori che ci circondano. Percorriamo i corridoi pieni di gente, di negozi, di offerte speciali, di cose che, come recitano gli annunci, possiedono tutti - tranne me o voi. Arriviamo in un'area di ristoro: gente che mangia, chiacchiera, discute, legge il giornale - sotto gli occhi di una di quelle attrazioni che i centri commerciali si sforzano di offrire ai clienti.
    In questo caso, è un pianista seduto davanti alla tastiera del proprio pianoforte.
    L'uomo esegue altri due brani di Chopin, prima di passare a Schubert e a Mozart. Avrà una trentina d'anni; un cartello sistemato accanto al piccolo palco spiega che si tratta di un famoso musicista della Georgia, una delle ex repubbliche sovietiche. Quando ha cercato un lavoro, deve aver trovato tutte le porte chiuse e, in preda alla disperazione, si sarà rassegnato ad esibirsi lì.
    Io, però, non sono totalmente sicuro che adesso sia davvero in quel posto: infatti, i suoi occhi affondano nel mondo magico in cui sono state composte quelle musiche, mentre le mani volteggiano sulla tastiera per condividere con i presenti l'amore, lo spirito, l'entusiasmo, il meglio di sé e dei suoi anni di studio, di concentrazione e disciplina.
    Ma c'è una cosa che il pianista sembra non aver capito: che nessuno - assolutamente nessuno - è lì per ascoltarlo; il suo pubblico vuole far compere, mangiare, distrarsi, guardare le vetrine, incontrare gli amici. Una coppia si ferma accanto a noi: chiacchiera a voce alta per un momento, prima di proseguire. Il pianista non l'ha neppure notata: sta ancora parlando con gli angeli di Mozart. Di certo, non si è accorto nemmeno di una platea attenta composta di due sole persone, una delle quali - una talentuosa violinista - lo ascolta con gli occhi inondati di lacrime.
    Mi sovviene una cappella nella quale entrai casualmente e scoprii una ragazza che stava suonando per Dio. Ma quello era un luogo sacro, lì aveva un senso. Adesso, invece, nessuno ascolta davvero, probabilmente neanche Dio.
    Non è vero: Dio sta ascoltando. Dio è nell'anima e nelle mani di quest'uomo, che si sforza di dare il meglio di sé, indipendentemente dai riconoscimenti o dal compenso che riceverà. Suona come fosse alla Scala di Milano, o all'Opera di Parigi. Suona perché questo è il suo destino, la sua gioia, la sua ragione di vita.
    Sono pervaso da un sentimento di profonda riverenza per un uomo che, in quel momento, mi sta riportando alla mente una lezione importantissima: "Tu hai una leggenda personale da perseguire e rispettare, e nient'altro. Non è importante se gli altri ti sostengono, ti criticano, ti ignorano. ti tollerano: stai agendo così perché questo è il tuo destino sulla terra, è la fonte di ogni gioia."
    Il pianista conclude un altro brano di Mozart e, finalmente, si accorge della nostra presenza. Ci saluta con un cenno del capo educato e discreto, che noi ricambiamo. Ma subito ritorna nel suo paradiso: è meglio che dimori lì, che non sia sfiorato da alcunché di terreno, neppure dai nostri timidi applausi. Che sia di esempio per tutti noi. Quando crediamo che nessuno presti attenzione a ciò che facciamo, dobbiamo pensare a questo pianista: stava parlando con Dio attraverso il suo lavoro, e tutto il resto non aveva alcuna importanza."
     
    Sono come il fiume che scorre, P. Coelho.
     
    M.